Identikit dell’anti-italiano medio

PREMESSA: Se per caso vi sembrerà di notare molti punti in comune tra la descrizione dell’anti-italiano medio e quella dell’italiano medio, avete visto giusto e non c’è contraddizione, dato che l’anti-italianismo è andato diffondendosi al punto tale che l’italiano medio (in quanto tale, per definizione di media statistica) è diventato anche lui anti-italiano. Insomma, siete in buona compagnia nel vostro sentimento anti-italiano.

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L’anti-italiano medio solitamente comincia la sua attività fin da ragazzo, più o meno al terzo anno di liceo, ispirato dal prof di filosofia o dall’amico più grande che lo inizia all’arte del lamento perenne, reso più efficace dal riferimento ad episodi di disservizi capitati ad amici degli amici, ma in realtà tratti dai numerosi giornali italiani specializzati nello sputtanamento del proprio paese.

Quando poi apprende da altri conoscenti più adulti che, una volta conseguito il titolo di studio, le aziende non faranno a gara per assumerlo ma gli occorrerà darsi da fare per cercare lavoro, le sue convinzioni si rafforzano e si rafforza anche la monotematicità dei suoi discorsi (indebolendo, per contro, i neuroni di chi gli sta intorno).

Se non ha un lavoro, non se ne cerca uno, perché lui deve essere la prova vivente che in Italia non ci sono opportunità per le persone capaci e meritevoli come lui. Se invece ha un lavoro, è certamente un lavoro che lui detesta ma che non proverà mai a cambiare perché, in fondo, a lui piace stare in una situazione di cui lagnarsi di continuo, dentro e fuori l’ambiente di lavoro, coi colleghi e coi conoscenti.

Se gira in automobile si lamenta del traffico e del prezzo della benzina e se l’Italia è il paese più automobilizzato al mondo, non è certo colpa sua, ma colpa vostra: siete voi italiani, con le vostre dannate automobili, che gli impedite di trovare parcheggio e che fate anche lievitare i prezzi delle assicurazioni. Se si sposta con mezzi pubblici si lamenta dei ritardi, dello stato pietoso dei bus e si unisce felice al coro di persone lamentose come lui che si trovano in abbondanza su bus e metro.

Le sue continue lamentele su un suo presunto stato di malessere derivante unicamente dall’Italia e dagli italiani, lo pongono in poco tempo in uno stato di depressione e di impotenza. Le sue interazioni con gli altri esseri umani sono volte esclusivamente ad esternare le sue paranoie ed essendo ripetitive si trova presto a corto di argomenti. Il giovane anti-italiano viene dunque emarginato dagli altri suoi coetanei che, di fronte ad un problema (reale), solitamente preferiscono risolverlo o almeno provarci. Quindi si chiude in se stesso, tra play-station, fumetti manga e letture di romanzi rigorosamente stranieri (perché si sa che in Italia, i romanzi sono scritti SOLO da gente come Federico Moccia e Melissa P. e che gli “italioti” che li leggono sono la causa principale di tutti i mali di questo paese).

Presto scopre che su internet esistono delle community on-line dove tutti quelli come lui possono dare libero sfogo alla loro indignazione per tutto ciò che in Italia non funziona, condividendo con altri il loro malcontento e maturando idee di estrema destra, di estrema sinistra, di estremo grillismo o di estrema Lega, individuando poi rispettivamente nei giovani di estrema sinistra, di estrema destra, nel PD o nel Mezzogiorno la causa principale di tutti i mali di questo paese.

Schifato (come tutti, del resto) dai privilegi dei parlamentari e dalle ingerenze della Chiesa nella politica (entrambi, a pari merito, cause principali di tutti i mali di questo paese), trova sollievo a fine giornata, dopo che ha condiviso su Facebook tre o quattro links preconfezionati riguardo i due suddetti argomenti ed aver riscosso tre o quattro mila “Mi piace” per ciascuno. Generalmente questa parentesi di anti-italianismo telematico finisce dopo un tempo variabile che va dai due mesi ai venti anni, cioè il tempo necessario ad individuare in tutti i social network la causa principale di tutti i mali di questo paese. Il ritorno alla vita sociale, però, poi, non è mai facile.

Non ascolta musica italiana, perché si sa che la musica italiana è fatta SOLO di canzonette mielose e sentimentali, come quelle di Gigi D’Alessio e di Laura Pausini, che poi vanno pure a vincere il Festival di Sanremo (manifestazione canora che è la causa principale di tutti i mali di questo paese): l’anti-italiano ascolta solo il vero rock, quello che spacca e che gli fa dire che “in Italia, un rock così, ce lo sogniamo!”. Fa niente se non capisce neanche una parola di quello che ascolta, l’importante è ascoltare qualcosa di non italiano.
Non guarda mai la televisione, perché si sa che in tv trasmettono SOLO programmi spazzatura come i reality show  o come i programmi di Maria De Filippi, di cui l’anti-italiano parla continuamente con sdegno, evidenziando l’insensatezza della loro esistenza, l’evidente ignoranza dei protagonisti, i dialoghi visibilmente preparati a tavolino e. . . no, ma. . . cosa pensate? Abbiamo detto che lui, questi programmi, non li guarda MAI: se per caso vi sembra troppo informato su di essi è perché si è trovato a guardare casualmente le ultime ventotto puntate. Lui si informa su internet, perché si sa che in televisione le notizie vengono filtrate e censurate.
Fuma almeno un pacchetto di sigarette al giorno, mangia cibo spazzatura e non fa mai sport perché, se si mantenesse in salute, come farebbe poi a lamentarsi dei medici e delle strutture ospedaliere che abbiamo in Italia?
Non è mai stato all’estero o, al massimo, c’è stato in due o tre brevi occasioni: ha visto i palazzoni di qualche capitale straniera e ne è rimasto talmente affascinato che ha continuato a pensare “Certo che in Italia stiamo proprio indietro!” e si è guardato bene dall’assaggiare qualche piatto tipico locale, preferendo un sandwich preso al volo in qualche bar (altrimenti troverebbe nella gastronomia italiana un punto a favore della sua terra natìa, cosa da evitare assolutamente).

Non richiede mai fattura (né al dentista, né all’idraulico, né al carrozziere…), in primis per non pagare il 20-22% in più di IVA su di un servizio già di per sé costoso e in secundis perché lui non c’entra nulla con tutta l’evasione fiscale che c’è in Italia, è colpa della Finanza che non fa abbastanza controlli (mancanza di controlli che, è bene ribadirlo, costituisce la causa principale di tutti i mali di questo paese).

In più, l’anti-italiano medio lo si riconosce dal fatto che tiene accesi a palla il condizionatore d’estate e il riscaldamento d’inverno, dimentica spesso e volentieri le luci accese, il pc acceso e lo stereo acceso perché, se in Italia le bollette energetiche sono le più alte d’Europa, i suoi sprechi non c’entrano nulla ed è tutta colpa di quei signori che non sono capaci di fare una seria politica energetica, come invece fanno negli altri paesi.
Non fa accuratamente la raccolta differenziata o non la fa per niente, ma non vuole né discariche né termovalorizzatori a meno di mille chilometri da casa sua: possibile che nei paesi più avanzati e progrediti si riescono a smaltire i rifiuti con tecnologie all’avanguardia (non sa bene quali ma dai, si sa che è così!), mentre in Italia stiamo ancora a parlare di discariche e di inceneritori?
Infine, l’anti-italiano è uno che detesta ferocemente tutti i grandi marchi della moda e del Made in Italy, per cui non lo vedrete mai indossare capi firmati ValentinoArmaniD&G o Renato Balestra; lo vedrete bensì indossare capi firmati NikeAdidasReebok o Timberland, che fanno molto più “anticonformista”.

Un bel giorno poi, leggendo distrattamente le notizie pubblicate online dai media italiani, inizia a notare che molti giornalisti sembrano pagati apposta per fare gli anti-italiani e stroncare tutte le realizzazioni e le eccellenze del paese. Si chiede a questo punto se il suo anti-italianismo potrebbe diventare un business anche per lui. Decide di aprire un blog dedicato alla lamentela online e riceve subito migliaia di adesioni e di commenti di approvazione. Scopre poi che lo stato elargisce persino contributi alle testate giornalistiche che distruggono mediaticamente il paese. E’ la svolta. Può finalmente dichiararsi anti-italiano di professione e fondare un quotidiano online, diventando ricco e famoso grazie al masochismo degli italiani, che adorano essere fustigati, criticati,  e venerano chi parla male di loro elogiando tutto ciò che è straniero e li fa sentire  merxx.cce,

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Tipiche battute e “anti-ragionamenti” dell’anti-italiano medio:

In genere non esistono anti-italiani inconsapevoli, perché sono tutti fieri di esserlo ed ostentatori ad oltranza della loro fede anti-italica e ogni giorno tutti ci troviamo ad ascoltare o a leggere i loro discorsi.

“È inutile girarci intorno: l’Italia è tutta un schifo.”, “Perfino i paesi che chiamiamo sotto-sviluppati, in realtà, hanno una cultura superiore alla nostra”… “Queste cose (nubifragi, allagamenti, terremoti, omicidi, furti, ecc) accadono solo in Italia”.. “Siamo diventati la barzelletta del pianeta, ci facciamo ridere dietro da tutti e 5 i continenti”, “Ma che male ho fatto io per nascere proprio in Italia?”, “Qui è tutto un magna-magna, c’è corruzione dappertutto, è tutto in mano alla mafia”..”Quelli che ci governano sono i primi mafiosi ed è per questo che parlano, parlano e poi non concludono mai niente”, “Per trovare lavoro devi assolutamente essere raccomandato”, “Negli altri paesi la gente si ribella e noi no, perché siamo un popolo di pecoroni, in Islanda hanno fatto la rivoluzione e nessuno ne ha parlato”, “Nei paesi civili dove lo stato sociale funziona ti danno tutto dalla culla alla bara, perfino il salario garantito”, “le centrali nucleari negli altri paesi lo vogliono chiudere (tra 20 anni, è vero, ma basta l’intenzione) mentre da noi le volevamo riaprire”, “Possibile che qua per avere un certificato devi fare tre ore di fila mentre negli altri paesi non devi neanche uscire di casa (non ha ovviamente mai richiesto il PIN per farlo anche in Italia)”, ” Qua i bravi ricercatori li trattiamo come cani per colpa dei baroni, mentre all’estero investono un sacco su di loro e io lo so, perché ho un amico che fa il ricercatore negli Stati Uniti, lo pagano 10 volte di più, qua invece diamo più valore a quei cretinetti che fanno il Grande Fratello e che non sanno nemmeno parlare in italiano, meno male che l’altra sera hanno eliminato quello scemo, palestrato che ci provava sempre con la bionda, NOOOOO, ti ho già detto che io non lo guardo, mi sono trovato per caso a fermarmi dentro un bar dove avevano la televisione su Canale 5 e, stavo dicendo, quando vedi che un’azienda preferisce pagare la pubblicità su Canale 5 anziché finanziare ricerca e sviluppo, è chiaro che uno, invece di comprare azioni, preferisce tenere i soldi nel materasso, visto che anche delle banche non ti puoi fidare, sanno solo rubarti i soldi e guai se ti lamenti, perché siamo ormai sotto dittatura, c’è censura dappertutto, nessuno è libero di dire quello che pensa, siiìì, e da lì si capisce come stiamo messi, e mi fermo qui perché, anche se voi non lo sapete, siamo tutti spiati, siamo tutti sorvegliati e tutti schedati e se uno parla troppo, poi, lo vengono a cercare per fargliela pagare, gli sbirri servono solo a questo, è tutto uno schifo, io mi domando, di questo passo, dove andremo a finire?

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Se non vi riconoscete in questa descrizione e siete tra i pochi non-anti-italiani fate molta attenzione quando provate a dialogare con un anti-italiano e a controbattere le sue tesi: potrebbe riconoscere in quelli come voi, cerebrolesi e lobotomizzati, la causa principale di tutti i mali di questo paese.

PS: da notare che i peggiori anti-italiani sono spesso quelli che non si riconoscono in questa descrizione e sono invece convinti che lo siano gli altri. Solitamente sono simpatizzanti dell’estrema destra che invocano una forma di nazionalismo becero e aggressivo, rinforzando la convinzione degli anti-italiani che il patriottismo sia la causa principale di tutti i mali di questo paese.

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Un pensiero su “Identikit dell’anti-italiano medio

  1. La faccenda è molto complessa e richiederebbe approfondite riflessioni. Io dico che il nostro è senza alcun dubbio un popolo pieno di inventiva e genialità. Aggiungo però che, specialmente i politici, mancano totalmente di umiltà e sbagliano in quanto detta caratteristica piace al popolo e lo si potrebbe conquistare facilmente in tal modo. Faccio solo un esempio (ne ho parlato apertamente a molti politici che vedo spesso nei vari congressi), di un partito (uno qualunque) che nella situazione in cui ha notato le eccessive ruberie dei suoi politici, dovrebbe dire: “chiediamo scusa a tutti, stiamo facendo pulizia, speriamo che non accada più.” Invece sentiamo solo dire: “quello è fascista, quello è populista, quello è comunista ecc. con una spocchia che allontana l’elettore dalla politica e sicuramente da quel determinato partito.

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