Sanità italiana allo sfacelo

Oggi sento dire al telegiornale da alcuni politici dell’opposizione che la sanità italiana è “allo sfacelo”. Un’accusa che trova terreno fertile, anche perché noi italiani abbiamo una certa inclinazione nazionale alla lamentela.

Vado a consultare i dati ufficiali sulle ultime classifiche mondiali di Bloomberg, OCSE e OMS ed ecco quello che emerge:  “L’Italia si posiziona come un modello di eccellenza sanitaria per la capacità di prevenire morti evitabili e per l’efficacia delle cure ospedaliere, nonostante una spesa pro-capite inferiore alla media OCSE.”

Insomma, i dati internazionali raccontano un’altra realtà: l’Italia resta uno dei sistemi sanitari più efficienti e performanti al mondo.

Secondo il ranking di Bloomberg e OCSE, la sanità italiana è riconosciuta per la sua elevata efficienza: riesce cioè a generare ottimi risultati clinici con risorse contenute.

• Efficienza sanitaria: l’Italia oscilla tra il 3° e il 4° posto mondiale negli indici di efficienza di Bloomberg. Il dato riflette un sistema capace di garantire cure di alta qualità con una spesa pari all’8,4% del PIL, inferiore al 9,3% della media OCSE.

• Qualità delle cure ospedaliere:
– Mortalità a 30 giorni per infarto acuto del miocardio: 4,7%, contro una media OCSE del 6,5%.
– Ospedalizzazioni evitabili: 224 ricoveri evitabili per patologie croniche ogni 100.000 abitanti, contro una media OCSE di 473.

Capacità di prevenzione — OMS e OCSE

L’Italia investe il 4,6% della spesa sanitaria totale in prevenzione, una quota superiore alla media OCSE del 3,4%.

• Mortalità evitabile: secondo il Country Health Profile 2025, l’Italia eccelle nel prevenire decessi attraverso politiche di salute pubblica e interventi tempestivi.

Bloomberg Global Health Index: l’Italia è classificata come il 2° Paese più sano al mondo nel 2024, con un punteggio di 91,59/100, preceduta solo dalla Spagna. Alcune fonti giornalistiche segnalano persino il 1° posto mondiale per il sistema sanitario pubblico in termini di eccellenza complessiva in analisi di metà 2025.

• Punti di forza: aspettativa di vita elevata, 84,1 anni nel 2024 — record UE insieme alla Svezia — dieta mediterranea e attenzione alla prevenzione.

• Health Care Efficiency: nelle ultime edizioni dell’indice di efficienza, rapporto costi/risultati, l’Italia ha storicamente oscillato tra il 3° e il 4° posto mondiale.

Alcuni indicatori sintetici

Ricoveri per cronicità: Italia 224 — media OCSE 473.
Tra i valori più bassi al mondo per capacità di gestione territoriale.

Mortalità post-ictus: Italia 6,9% — media OCSE 7,7%.
Segnale dell’efficacia dei percorsi di emergenza-urgenza.

Spesa in prevenzione: Italia 4,6% — media OCSE 3,4%.
Un focus strategico superiore agli standard internazionali.

Il dato più interessante riguarda proprio uno degli aspetti su cui gli italiani si lamentano di più: i tempi di attesa per visite mediche e cure. Ebbene, anche qui l’Italia risulta sotto la media OCSE: i bisogni sanitari non soddisfatti sono pari all’1,8%, contro il 3,4% della media OCSE. Tradotto: l’accesso alle cure essenziali risulta garantito meglio che altrove.

Il sistema sanitario italiano non è perfetto, certo. Ma se resta comunque ai primi posti nelle classifiche internazionali, una domanda sorge spontanea: se la sanità italiana è “allo sfacelo”, cosa dovremmo dire degli altri sistemi sanitari europei?

Lascia un commento