IL VOLO e L’INSOSTENIBILE PESANTEZZA DELLA CRITICA

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Il gruppo musicale Il Volo è l’unica realtà italiana ad aver ottenuto un gradimento globale che coinvolge ogni continente e persone di tutte le età ed estrazioni sociali, i loro CD escono simultaneamente in più di 50 paesi ed i loro concerti fanno il tutto esaurito in ogni parte del mondo.

Indubbiamente, l’enorme consenso di pubblico ottenuto anche in Italia ha spiazzato chi ne aveva pronosticato – e auspicato – l’imminente fiasco dopo la vittoria al Festival di Sanremo nel 2015. L’atteggiamento di arrogante disprezzo da parte dei giornalisti verso i tre giovanissimi vincitori in conferenza stampa fu inqualificabile e rovinò probabilmente in parte la loro gioia per aver coronato il sogno di essere finalmente apprezzati anche in patria. Guardandoli in video si nota che erano talmente tesi e a disagio da non riuscire a manifestare la solita spontaneità e freschezza, ed apparivano persino scontrosi nel tentativo di difendersi dalle battute sarcastiche dei reporter i quali, approfittando della loro giovane età e della loro ingenuità, si sono permessi un’insolenza che non avrebbero mai esibito con altri.

E’ comunque divertente rileggere oggi le feroci critiche piovute sul trio in quella occasione o la battuta di Nek il quale, non riuscendo a nascondere il proprio disappunto per essere arrivato secondo, proferì: “Sono curioso di vedere dove arriverete, ora sono cxxxi vostri”. Beh, potremmo dire che la sua curiosità è stata soddisfatta ma forse non altrettanto il suo ego.

Ciò che colpisce maggiormente, tuttavia, è che i giornalisti che li criticavano, ergendosi a giudici ed intenditori, sembravano conoscerli molto poco, evidenziando come la loro presa di posizione fosse basata sul pregiudizio e la superficialità. C’è chi li credeva un gruppo folkloristico che canta vecchie canzoni da operetta, alla stregua di quei camerieri che si improvvisano tenori e intrattengono i clienti nelle pizzerie di New York, e chi riteneva il loro successo all’estero attribuibile unicamente ai favori di un pubblico costituito da vecchi emigranti italiani nostalgici.

Se si fossero presi la briga di informarsi si sarebbero resi conto che questi tre giovanissimi avevano già ottenuto un successo planetario ineguagliabile e che erano il gruppo italiano più famoso al mondo. Mentre nel nostro paese non li conosceva ancora nessuno, in pochi anni avevano scalato le vette delle classifiche in diversi continenti, dalla Nuova Zelanda alla Malesia, dagli Stati Uniti all’America Latina, nel 2014 avevano vinto il prestigioso premio Billboard Latin Music Awards a Miami superando artisti del calibro di Shakira e Ricky Martin, i dischi di platino non si contavano, avevano duettato con i più grandi artisti, avevano cantato in tutti i luoghi preposti alla musica di alto livello, dal Madison Square Garden di New York alla consegna dei Premi Nobel a Oslo, dove il re di Norvegia in persona aveva tributato loro una entusiastica standing ovation insieme alle centinaia di spettatori presenti.  Non esisteva paese che non li avesse accolti ed osannati, tranne l’Italia.

In patria furono presentati dai media come “giovani-vecchi” rappresentanti di “un’italianità retrò” e un po’ kitsch. Aldo Cazullo, nelle pagine del Corriere, li definì un prodotto da esportazione  di “bassa” cultura: “La loro è un’Italia un po’ stereotipata, gorgheggi e melodia, echi di arie liriche e canzoni napoletane ma in fondo quello che il mondo ci chiede non è la nostra cultura «alta».”.  Paolo Giordano, sulle pagine del Giornale, scrisse: “Questi tre ragazzi rappresentano il cliché del “belcanto” dal quale vorremo staccarci da mezzo secolo e rischiano di farci tornare indietro, almeno come percezione collettiva”.

Articoli evidentemente improntati al solito provincialismo esterofilo che spinge ad esaltare stili e mode che non ci appartengono anziché valorizzare le nostre unicità, nonché al patologico complesso di inferiorità degli italiani che li porta a credere di essere derisi o trattati con sussiego dagli stranieri se esprimono la loro “italianità”.

Li dipingevano come giovani seri e impostati che “se la tirano”, fautori di un genere antiquato ed anacronistico, dimostrando di non averli mai conosciuti né di averli mai visti in concerto. Ciò che stupisce infatti nelle loro esibizioni live è la capacità di trasformarsi in un attimo da simpatici burloni, in grado di divertire ed intrattenere il pubblico, a talentuosi artisti che riversano la loro anima nel brano che interpretano con un virtuosismo degno dei più grandi vocalisti.

Il loro genere musicale è molto particolare e difficile da definire, lo chiamano pop-lirico o operatic-pop ma è molto diverso da quello di Andrea Bocelli, ad esempio, che è più classico e rivolto ad un pubblico più maturo. E’ anche fuorviante parlare solo di “belcanto all’italiana”, a meno di voler includere in questa categoria le interpretazioni di Tom Jones, Barbra Streisand, Elvis Presley, Charles Aznavour o Michael Bublè, visto che i tre giovani artisti eseguono anche brani melodici in perfetto inglese, spagnolo e francese, già interpretati da queste icone della musica leggera internazionale. Il loro repertorio comprende alcune delle più belle canzoni che siano mai state scritte in Italia e all’estero, ri-arrangiate magistralmente per adattarsi alle loro straordinarie voci, che incantano e piacciono più delle versioni originali, come testimoniano i numerosi commenti degli internauti. Una donna inglese dichiara: “Pensavo che nessuna versione di Delilah potesse eguagliare quella di Tom Jones, ma dopo aver ascoltato Il Volo, mi sono ricreduta”.

Ancora oggi, pur avendo dovuto prendere atto, volente o nolente, della loro immensa popolarità, molti giornalisti continuano a non comprenderne il motivo. “La sorpresa è che quest’Italia da esportazione, una volta reimportata, funziona” si stupisce Cazullo. In particolare, non si spiegano l’entusiasmo degli adolescenti e giovanissimi abituati ad apprezzare generi musicali di stampo anglosassone. Improvvisandosi psicologi o sociologi cercano le più improbabili motivazioni, quando la risposta è molto semplice. Ciò che piace del Volo sono loro: Gianluca, Ignazio e Piero. Non importa il genere o il brano che cantano, è il modo in cui lo eseguono che fa la differenza. “Saprebbero emozionare pure se cantassero il ballo del qua qua” si legge in un commento. Ed è vero. Con le loro interpretazioni riescono a trasformare qualsiasi canzone in un capolavoro. La perfetta alchimia creata dalla combinazione delle loro prodigiose voci, così possenti, particolari e versatili, unita alla passione e alle emozioni che riescono a trasmettere, affascina e irretisce chiunque li ascolti. Di solito, chi ha una voce importante come la loro imposta le proprie esecuzioni sulle doti canore e si concentra su virtuosismi vocali, mentre questi tre giovani artisti usano le loro stupende voci come strumento per suscitare empatia e commozione, così come un pittore usa il pennello, un poeta le parole e un compositore le note. Questo presuppone ovviamente una sensibilità particolare sia da parte di chi esegue sia da parte di chi ascolta, dote che probabilmente molti critici non possiedono. Loro cercano di spiegare razionalmente ciò che razionale non è. L’armonia e la bellezza, nelle sue molteplici forme, va a toccare corde profonde dell’animo umano e non è sempre spiegabile a parole.

Purtroppo, un certo tipo di stampa nazionale che si fa un vanto di snobbare e distruggere mediaticamente le eccellenze del nostro paese, continua tuttora a stroncarli con rabbioso sdegno, denigrando non solo loro ma anche chi li acclama, quasi fossero tutti vittime di un ottenebramento collettivo, e arrivando persino a diffamare gli artisti di fama internazionale che li sostengono, come Placido Domingo accusato dal Fatto Quotidiano di “aver fatto una marchetta”, per aver diretto l’orchestra che li ha accompagnati nel concerto “Tributo ai Tre Tenori”.

Questi articoli evidenziano la mancanza di professionalità di chi scrive anche su giornali a tiratura nazionale senza cognizione di causa. C’è chi, pensando di fare uno scoop, rivela che non sono cantanti del Teatro dell’Opera o chi, come Michele Monina, continua ostinatamente a negare l’evidenza. Nel commentare sul Fatto Quotidiano il concerto di Firenze “Tributo ai Tre Tenori”, trasmesso su Canale 5, quest’ultimo asserisce che il pubblico li ha accolti “tiepidamente” perché “non emozionano”. Viene da chiedersi se mente sapendo di mentire oppure se pensa che le sedie erano elettrificate ed è per questo che gli spettatori balzavano in piedi al termine di ogni canzone in un tripudio di applausi e di appassionate standing ovation. Forse non si è nemmeno preso la briga di guardare in streaming il concerto ma ha obbedito pedissequamente agli ordini del direttore che si definisce con orgoglio un “anti-italiano” facendo del suo giornale un bulldozer usato per demolire ogni realizzazione del nostro paese. Vale la pena riportare a questo proposito il commento di un lettore: “Monina è un chiaro esempio di come il conformismo indotto dall’omologazione culturale globale faccia seri danni, in questo caso stroncando un prodotto musicale che meritoriamente fa divulgazione della lirica tra i giovanissimi. La pericolosità di questi giornalisti che si danno arie da intellettuali schierandosi a sostegno dei poteri forti dell’omologazione culturale anglofona non va sottovalutata.”

Questi presunti intenditori dovrebbero farsi un giro in internet e forse –  dico forse presupponendo la buona fede di alcuni-  capirebbero di trovarsi dinanzi ad un fenomeno che non può essere liquidato come un “prodotto creato a tavolino” grazie alla pubblicità, come asseriscono. Perché è soprattutto leggendo le centinaia – se non migliaia – di commenti in diverse lingue (ammesso che i nostri valenti intellettuali ne capiscano almeno una) che si realizza l’effetto straordinario che suscitano. Gli aggettivi e le frasi che ricorrono più spesso per descrivere le loro performance sono “mesmerizing” (che strega, ipnotizza) “breathtaking” (da togliere il fiato), “they  are out of this world” (non appartengono a questo mondo), “they stole their voices from the Gods/Angels” (hanno rubato la voce agli dei/angeli).  Inutile dire che gli unici commenti negativi sono scritti dai soliti haters italiani, ma per fortuna sono pochi rispetto a quelli positivi, e questi ne sono alcuni esempi: “non sono di questo mondo…sono perfetti”, “fanno divertire oltre che emozionare.”, ”Talento Divino!”, “li ascolto e sono felice”, “li ascolto tutti i giorni ,mi fanno stare bene.!”, “Fantastici e talentuosi ragazzi !!!! orgoglio italiano. !!!”, “siete meravigliosi vi ascolto tutti i giorni mi avete dato tanta forza di vivere, grazie ragazzi“, “la loro voce scalda il cuore e fa gioire l’anima.”, “Cos’è questa corrente che sentiamo quando cantano? è emozione pura”.

Il fatto singolare, volendo approfondire l’indagine, è che non si trovano testimonianze così numerose ed appassionate in calce ai video di altri artisti di fama internazionale, neanche quelli che cantano generi simili o hanno voci notevoli, come Giorgia o Andrea Bocelli. Inoltre, guardando le repliche dei loro concerti sui palchi più importanti del mondo si nota che gli spettatori tributano loro entusiastiche e spontanee standing ovation al termine di ogni canzone e non alla fine del concerto, come accade di solito.

Come si evince da alcuni dei commenti riportati sopra hanno un solo difetto: possono provocare assuefazione.

***

Una curiosità:

Come è noto, dopo la vittoria al Festival di Sanremo, Il Volo ha partecipato all’Eurovision Song Contest 2015 vincendo con ampi margini il televoto (1.Italy – 366, 2.Russia – 286, 3.Sweden – 279) ma ottenendo il terzo posto per volontà della giuria, il cui voto contava per il 50%, scatenando la rabbia dei fans di tutto il mondo.

Ma forse non tutti sanno che parallelamente si sono svolte altre due competizioni: quella per il miglior “Male vocalist 2015” (migliore voce maschile), in cui i cantanti del Volo si sono aggiudicati i primi tre posti e quella per il “Top male model 2015” ( il più bel cantante), in cui Gianluca Ginoble ha ottenuto il primo posto, Ignazio Boschetto e Piero Barone rispettivamente il terzo e quarto posto, superando colleghi di ogni nazionalità, tra cui svedesi, tedeschi e norvegesi. (23 concorrenti sono stati eliminati al primo turno e 16 sono rimasti in gara), con buona pace di Paolo Giordano che nel commentare il loro successo a Sanremo aveva scritto: “Nessuno di loro può essere considerato un sex-symbol”. Un’altra bella soddisfazione per i nostri ragazzi. “Gianluca and Ignazio are the first Italians to enter the Top Model Hall of Fame”.

Commento della redazione su Gianluca: “Gianluca knows how to work his angles. Telegenic, photogenic, and always looking for the light, he stares through the camera and into your soul. Just check out his eyes on stage in Vienna. This is sex face, y’all. This Italian Stallion is ready to gallop from the Eurovision stage to the runway.” (Gianluca ci sa fare. Telegenico, fotogenico, è sempre alla ricerca dei riflettori, attraverso la telecamera guarda dritto nella tua anima. Osservate il suo sguardo sul palco a Vienna. Questa è la faccia della sensualità, tutti voi. Questo stallone italiano è ora pronto a galoppare dal palco dell’Eurovision alle passerelle).

Ignazio: “Having already arrived and made a name for himself globally, Ignazio can unwind and kick back with the people. He was one of the most laidback contestants at Eurovision 2015. In a field of self-important pop stars, his down-to-earth realness was a breath of fresh air” (Essendo già arrivato ed essendosi fatto un nome a livello globale, Ignazio può rilassarsi ed essere disinvolto con la gente. E’ stato uno dei concorrenti più spiritosi dell’Eurovision 2015. In un ambiente di stelle pop autocelebrative, il suo modo di fare spontaneo e con i piedi per terra è stata una boccata di aria fresca.)

http://wiwibloggs.com/2015/06/10/gianluca-ginoble-eurovision-s-next-top-male-model-2015/97785/

Best male vocalists 2015: Our readers voted for the best male vocalist at this year’s Eurovision song contest. The three members of Il Volo – Gianluca Ginoble, Piero Barone and Ignazio Boschetto – came out on top. Others to rank high included Loic Nottet, Mans Zelmerlow and Guy Sebastian.

http://wiwibloggs.com/2015/05/29/poll-results-il-volo-gianluca-best-male-vocalist/96117/

Pubblicato anche qui:

http://www.agoravox.it/Il-Volo-e-l-insostenibile.html

http://www.agoravox.it/Il-Volo-e-l-insostenibile.html

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27 pensieri su “IL VOLO e L’INSOSTENIBILE PESANTEZZA DELLA CRITICA

  1. Pingback: Il Volo links and news for November 2, 2016 / Il Volo link e notizie del 2 novembre 2016 | All About Il Volo

  2. This is a wonderful article and it is so sad to read how so many critics in Italy have been so dismissive of Il Volo. They are the best thing to happen to Italy and the world in a long time. They are the best ambassadors for Italy and their bel canto. I only had to see their first PBS special in 2011 to realize just how talented and wonderful these three at the time boys were. And to see them live in concert is just amazing. Like so many others, I listen all the time to their music and they have only gotten better and better. Their Una Notte Magica was exactly that “Magical”. Their music touches something deep inside my heart and my soul.

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    • I totally agree with you, Margaret. Sadly the press in Italy is so self destructive, they always tend to destroy all the good things we have, they just show the negative aspects and give the world a false image of our country.. Some American friends asked me about il Volo years ago but I’d never heard about them in Italy, so I enquired through the internet and watched their concerts on Youtube. I was blown away, never heard anything like it before. It was so sad to see how the press tried to smear them by saying they had damaged a hotel rooms and tehy had to defend themselves, afterwards the hotel director said the journalist had made it all up. These wonderful guys don’t deserve to be treated that way.

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      • Bravo to these wonderful talents. To hear their voices, to watch their humor brings a smile to my face and soul. Bravo Bravo Bravo young men. Stay true to yourselves please. An American Fan

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  3. Concordo con voi e sono contenta di leggere quanto scritto: questo non è un articolo celebrativo, scritto da qualcuno di parte ma riporta cose ed avvenimenti assolutamente veri, incontestabili. Possono piacere o non piacere ma le offese, come è stata citata la conferenza stampa dopo la vittoria al Fesival di San Remo, l’atteggiamento e il commento ridicolo di Nek, ecc. Ma non solo, ci sono molti altri esempi che, chi li
    segue, conosce bene. L’articolo del Fatto Quotidiano, poi da ultimo, è stato veramente inqualificabile ma non perché non piaccia ma perché non si può offendere così. Oltretutto, ritengo che quell’articolo fosse altamente offensivo anche per il Maestro Placido Domingo, che li ha presentati come abbiamo visto, oltre ad averli diretti e sostenuti anche in altre occasioni, per la Fondazione Luciano Pavarotti, l’orchesta, tutti qunti hanno lavorato per organizzare quella bellissima Notte Magica.

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  4. Ascoltando le loro interviste sembra che nemmeno loro si rendano bene conto delle ragioni del loro successo. Pensano che la gente si stupisce perché non è abituata a sentire cantare questo genere musicale da ragazzi così giovani. Gianluca si preoccupava addirittura del fatto che non avranno sempre 20 anni. Tranquilli, ragazzi. A stupire sono le vostre voci e le vostre interpretazioni, e migliorate anno dopo anno. Restate uniti, continuate a studiare, e non ci saranno limiti al vostro successo. Sarete ricordarti come icone della musica mondiale, e in parte già lo siete.

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  5. Questi giornalisti hanno veramente poca conoscenza della materia,(in questo caso della musica) e come dire
    che da domani tutti gli Italiani dovranno cambiare le loro abitudini alimentari e mangiare, “Hotdogs e Fish and Chips, capite!!!

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  6. Ci sono poteri forti che spingono per omologarci a tutti i livelli con la cultura anglosassone, essenzialmente per motivi economici ma anche di prestigio e di potere, e molti giornalisti ne sono gli esecutori materiali. Non solo liberi di scrivere quello che vogliono ma obbediscono agli ordini di scuderia. Conosco una giornalista che si è dimessa dal FQ perché non sopportava più il fatto che le volevano fare scrivere solo articoli distruttivi nei confronti di tutto quello che rappresenta la cultura italiana. Il Volo è odiato dalla stampa perché dimostra che la musica e la cultura italiana è apprezzata nel mondo mentre i media hanno sempre cercato di convincerci del contrario.

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  7. Devo veramente fare i complimenti all’autore/autrice di questo articolo: è davvero ben fatto, finalmente un articolo dove si legge la verità! Dove si ha il coraggio di “denunciare” il comportamento vergognoso di certa stampa e critica nei confronti di questi ragazzi, e soprattutto in grado di spiegare chi sono davvero, senza preconcetti e pregiudizi. Sicuramente nn servirà a convincere i loro detrattori, ci sono quelli che si farebbero tagliare una mano piuttosto che ammettere di essersi sbagliati sul loro conto, ma pazienza, ce ne faremo una ragione! Piuttosto quest’articolo è una boccata d’aria fresca per noi, in mezzo a tante cattiverie che leggiamo spesso nei loro confronti. È doveroso fare solo una precisazione riguardo la partecipazione de il Volo all’Eurovision 2015: oltre ai premi da voi menzionati, il Volo ha vinto anche il premio “Marcel Besançon Awards”, il Press Award (premio della stampa), per l’esattezza, cioè il miglior partecipante che viene votato dalla stampa, appunto, e dai media durante l’ evento….un premio simile nn l’avrebbero mai ricevuto dalla stampa italiana…e ho detto tutto!

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  8. Escrevo em português porque meu italiano é um pouco precário. Já há muito eu estranhava o fato de os rapazes serem quase que mais conhecidos fora da Itália que na Itália. Desde suas primeiras apresentações, ainda meninos, em Ti lascio una canzione (aqui assistimos a RAI), há um crescimento no trabalho deles que emociona. Emociona ainda mais quando nos damos conta da situação dos jovens no mundo – não há trabalho para todos, a escola muitas vezes é ruim… E, na Itália, a situação dos jovens é MUITO complicada! Além do belíssimo trabalho que os rapazes fazem com suas vozes, é preciso mostrar a potencialidade de suas histórias. Histórias não se reproduzem mas mostram o quanto é possível fazer quando se acredita e, acreditar no potencial juvenil é fundamental nesse mundo envelhecido. Loro sono bravissimi! Auguri.

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  9. Complimenti all’autrice, articolo benfatto, finalmente si rende giustizia a questi ragazzi. L’intervista post Sanremo è stato un momento davvero inqualificabile per la stampa italiana per non parlare dell’articolo del FQ, offensivo solo per il gusto di offendere, non certo per giusta causa. Qualcosa si sta muovendo nel senso giusto? Lo spero perchè questi ragazzi se lo meritano davvero!!

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  10. Tantissimi grazie per questo articolo, veramente il migliore che ho letto, spiegando semplicemente la veritá. Questi ragazzi se lo meritano, stanno facendo dei passi da gigante mantenendosi sempre semplici and “grateful” e hanno bisogno di tutto il supporto sincero per continuare a essere cosí e perfezionare il loro talento man mano che crescono. Stanno facendo un grande favore all’Italia che continuamente elogiano in tutti i loro concerti e interviste all’estero, e se ci sono persone che non riescono ad emozionarsi ascoltandoli, questo dice molto dello stato del loro cuore… mi dispiace per loro. Il Volo evoca sentimenti di gioia, bellezza, armonia, sinceritá e tanto di piú, ci elevano a una dimensione che non puó essere spiegata a parole ma solo sentita e vissuta. La loro musica e come sono loro ci ispira, ci fa voler essere persone migliori e quindi creare un mundo migliore.

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  11. Entusiasta di quest’articolo che finalmente dice come stanno le cose,vorrei spendere due parole a favore del giornalista Paolo Giordano, che, inizialmente critico nei confronti dei ragazzi,ha ammesso pubblicamente di essersi ricreduto( trasmissione Porta a Porta post concerto Arena di Verona 2015). . Ne è conferma la sua partecipazione alla trasmissione Matrix, celebrativa del successo dei ragazzi, dopo la messa in onda di Notte Magica.mara.puccidafilicaja@gmail..com

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  12. Cara Patrizia, condivido tutto quello che hai scritto ma vorrei spezzare una lancia in favore del povero Michele Monina.
    Signore, ma lo avete visto in foto?

    http://www.allmusicitalia.it/news/monina-invoca-il-ritorna-di-sara-mazo-degli-scisma.html

    No, la natura non è stata generosa con lui.
    Riuscite ad immaginare la sua frustrazione nel vedere questi ragazzi dotati di una voce eccezionale e per giunta giovani, belli, adorati dalle fan di tutte le età e di ogni latitudine, che riscuotono un successo dietro l’altro?
    Che cosa ha realizzato lui nella sua vita? Dice di aver scritto più di 60 libri. Sono forse trattati di musica, saggi sulle tecniche di composizione? No, sono biografie di artisti sconosciuti. Perché ovviamente quelli famosi se le fanno scrivere da biografi bravi. Il suo unico merito è di condividere la stessa natura rabbiosa e rancorosa del suo padrone e di essere disposto a stroncare tutti gli artisti che non seguono gli stili di importazione anglofona. Ma dovrà pure sbarcare il lunario questo povero diavolo, no, visto che di certo non campa vendendo i suoi libri!
    Nei suoi articoli rivela che la cosa più irrante per lui è vedere Gianluca che fa l’occhiolino nella telecamera. Povero Monina, lo so, deve essere dura per te ma fattene una ragione. Tu sai benissimo che quando Gianluca fa l’occhiolino nella telecamera dall’altra parte ci sono ragazze che piangono, urlano, svengono, se lo facessi tu ci sarebbero ugualmente ragazze che piangono, urlano, svengono, ma dallo spavento, perché sembrerebbe il ghigno di Dracula.
    Posso solo immaginare quante volte avrai fantasticato di essere al loro posto, di avere centinaia di ragazze che attendono ore per farsi fotografare insieme a te, che ti dedicano video in cui dichiarano il loro amore per te. Lascia perdere, Monina, continua a sognare e se non lo hai ancora fatto non approfondire guardando i video su Youtube o leggendo i commenti, non farebbero che aumentare la tua disperazione e ti spingerebbero a scrivere articoli ancora più rabbiosi. Ma come hai visto non serve sputare veleno su di loro, perché l’invidia e la cattiveria sortiscono l’effetto contrario, più cercano di distruggerli più aumentano i loro estimatori. Come ha detto Piero “se questo è l’effetto delle critiche, signori dateci sotto”.

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    • complimenti a Denaromy per l’arguzia e l’ironia con cui distrugge il povero Monina! la capacità di infierire sull’avversario non con volgarità o insulti, ma con un elegante sarcasmo è infinitamente più incisivo e produttivo! spero solo che il Monina legga questo commento: gli calza troppo a pennello!

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  13. Devo precisare che ho scoperto Il Volo da poche settimane, per caso, ma poi ho ampiamente compensato la lacuna e credo che ormai non ci siano video del Volo su Youtube che non abbia guardato, comprese le interviste e i video-dedica da parte delle giovani (e meno giovani) fan. Guardo poco la TV e non ho mai seguito trasmissioni come Sanremo, quindi non sapevo che avessero vinto nel 2015. Una sera di ottobre, facendo zapping, sono capitata sulla replica del concerto “tributo ai tre tenori” trasmessa da Canale 5 e sono rimasta affascinata, senza riuscire a staccarmi dallo schermo fino al termine del concerto. “Ma chi diavolo sono questi ragazzi!?!” mi sono chiesta in estasi.
    Anzi, dovrei fare un passo indietro, poiché nel 2012 i miei studenti dell’università di Hong Kong, dove insegnavo, mi avevano chiesto di poter studiare le parole delle loro canzoni e dovetti ammettere che non avevo mai sentito parlare di loro. Ne furono molto stupiti, erano convinti che fossero famosissimi in Italia. Purtroppo in Cina youtube e FB erano spesso oscurati e non potei approfondire. Ricordo che portai invece in classe il testo “Vivo per lei” cantato da Bocelli e Giorgia.
    Però fu solo guardando Matrix, dopo il concerto di Firenze, che ricollegai quei tre ragazzi al gruppo di cui mi avevano parlato i miei studenti. Sempre più incuriosita, l’indomani andai alla ricerca di ulteriori notizie e trovai il vergognoso articolo di Monina, pieno di insulti gratuiti verso questi giovani talenti e coloro i quali li apprezzavano. Così decisi di scrivere anch’io un articolo, ne parlai con la redazione del Sussidiario, con il quale collaboro da tempo però su temi di cultura, e mi diedero il via libera dopo aver sentito il parere del responsabile della rubrica musicale.
    Iniziai così a guardare le repliche dei loro innumerevoli concerti su Youtube, in principio fu per conoscerli e comprendere le ragioni del loro immenso successo in ogni parte del mondo, successivamente fu per capire l’effetto che avevano anche su di me. Infatti, più li ascoltavo più sentivo una irresistibile voglia, quasi un bisogno, di ascoltarli ancora. Nel mio articolo sul blog ho scritto, scherzando, che possono provocare assuefazione, ma devo dire che questo “effetto secondario” l’ho sperimentato io stessa, e non mi era mai capitato prima. Insomma, non sono una ragazzina, sono passata indenne attraverso l’epoca dei Rolling Stones, dei Queen e dei Pink Floyd, quindi non sapevo come spiegare la strana attrattiva esercitata su di me da questi tre giovani talenti con voci sublimi, certo, ma ce ne sono anche di più talentuosi che non producono questa singolare dipendenza. E non è nemmeno legato al genere musicale, perché succede quando cantano sia canzoni melodiche sia arie di lirica (di cui non sono particolarmente amante). Dopo aver ascoltato la loro versione di canzoni che amo come “Angel”, “My way” “Memory” o “Bridge over troubled water” quelle orginali mi sembrano insipide e non mi piacciono più le versioni di altri artisti, pur notevoli, che prima invece apprezzavo.
    Leggendo i commenti in calce ai video mi sono resa conto che tantissime persone di ogni età provano la stessa cosa, alcune donne confessano che i familiari le credono impazzite, i commenti più frequenti sono “li ascolto ogni giorno e mi sento felice, mi fanno sentire bene”.
    Ho trovato una testimonianza particolarmente toccante: “quando li ascolto mi trasmettono tanta gioia e serenità. Ti dirò una cosa confidenziale; ho una sorella che purtroppo ha il Parkinson con tutti i problemi connessi alla malattia. Ma da quando le ho regalato tutti gli album del Volo compreso l’ ultimo ” che adora” quando è in crisi specialmente la notte, li ascolta creandole un po’ di quiete e serenità. Nel mio caso oramai sono anch’io dipendente del Volo. Noi non siamo ragazze giovani, ma con la passione della bella musica compresa anche la musica pop.”
    Nella recensione di un concerto negli US un giornalista ha scritto: “Some came to the concert out of curiosity, to find out why all the fuss about Il Volo, but when the trio starts to sing it’s as if a spell is cast on the audience.” (Alcuni sono venuti al concerto per curisiostià, per scoprire perché tanto entusiasmo per Il Volo, ma quando iniziano a cantare è come se compissero un incantesimo sul pubblico).
    E un altro giornalista, commentando il concerto di New York, scrive quasi la stessa cosa: “And while there may be plenty of skeptics out there who don’t like or understand “operatic-pop,” as soon as Il Volo lets out their first note, rest assured it’s as if a spell is cast.” (Possono anche esserci degli scettici che non amano o non capiscono l’operatic-pop, ma potete essere certi che quando Il Volo intona le prime note è come se gettassero un incantesimo).
    Insomma, è una sensazione comune, straordinaria e misteriosa, difficile da spiegare a parole.

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  14. Segnalo questo post:
    http://ilcastdellanostravita.blogspot.it/2013/08/il-volo-ma-siete-italiani.html

    “Il VOLO ……….. Ma siete italiani?
    Le cose sono andate proprio così, alla domanda “ma siete italiani?” e alla nostra pronta risposta affermativa seguiva subito la successiva domanda “Quindi voi conoscete ‘Il Volo’?”
    E non si riferivano al Fabio Volo che tutti gli italiani conoscono.
    Che figura! Non conoscere “Il Volo” proprio noi che siamo italiani. Le nostre mille espressioni di smarrimento suscitavano altrettante espressioni di compatimento, sorpresa e qualcos’altro del genere.
    Così una sera io la mia diletta figliuola ci decidiamo per saperne di più e investighiamo su “Il Volo”.
    Ma in Italia dove viviamo?
    In televisione ci propinano spettacoli che personalmente mi trattengono dall’accendere la TV, e me ne guardo bene….
    Talenti ne abbiamo un sacco in Italia e me li godo tutti su Youtube, talenti che tutti quanti noi italiani conosciamo ma questi ci sono davvero sfuggiti dalle mani.
    Stringo…. Stringo…..ok
    Il Volo: gruppo di giovani cantanti nati nel 2009 come solisti alla seconda edizione del talent show di Rai 1 ”Ti lascio una canzone”, trasmissione che non ho mai, per principio, voluto seguire proprio per la giovanissima età dei concorrenti. Piero Barone ( 1993) Ignazio Boschetto ( 1994) Gianluca Ginoble (1995), quindi facendo due righe di conti all’epoca della trasmissione avevano rispettivamente 16, 15 e 14 anni.
    Mi ha sempre fatto un certo effetto vedere adolescenti che impersonano adulti. Beh, ora i ragazzi sono cresciuti. Scusate!
    Devo ricredermi, anche se continuerò a non seguire questo genere di programma, sicuramente devo ammettere che ha sfornato un fenomeno….. inteso come successo di livello internazionale.
    Nel 2009 questi tre ragazzini sono stati notati da Tony Renis e Michele Torpedine scoprendo che mettendoli insieme avrebbero appunto creato un fenomeno e non si sono sbagliati per nulla (questo però è il mio modesto parere). Molti ironicamente dicono che hanno “scoperto l’infallibile….”.
    Tornata in Italia a mia volta domando: Conosci “il Volo”? Nessuno, dico nessuno, conosce “Il Volo” .
    Beh, fuori da qui (dall’Italia) questo gruppo ha un successo che neppure immaginiamo, i loro concerti radunano platee impressionanti. Youtube è colmo e stracolmo di video de “il Volo”. Per quel che ho potuto constatare stanno portando in alto, molto in alto, il nostro meraviglioso stile italiano, la nostra musica tradizionale, definiti i tre cantanti di POP LIRICO, sono due tenori e un baritono…,
    Questi 3 ragazzi sono invitati agli spettacoli più importanti di Stati Uniti, Canada e America latina, e anche in Europa non se li fanno mancare. Per fare solo un esempio: ospiti da American Idol che ha ‘solo’ 40.000.000 di spettatori, cantano in inglese, spagnolo e molto italiano.
    A qualcuno potranno non piacere solo per il fatto che cantano ‘O sole mio, Funiculì funiculà, forse perchè sembrano simpatici scugnizzi italiani……. a me piacciono un sacco proprio per questo e mi da una grandissima soddisfazione vederli e sentirli cantare mi fanno sentire contenta di essere italiana…..”

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