Alla scoperta del VOLO/Discovering Il Volo

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Fino a un paio di mesi fa ignoravo l’esistenza de Il Volo. Li ho scoperti per caso, come poi ho saputo accade a molti dei loro estimatori. Senti le loro voci da qualche parte e non ti dai pace finché non scopri chi sono, quasi ti trasformassi d’incanto in un marinaio irretito dal canto delle sirene. Ho letto la testimonianza di una donna inglese che li ha sentiti per la prima volta in un ristorante e ha chiesto alla proprietaria se sapeva chi fossero, un’altra mentre era in chat con un amico che ascoltava il loro CD in auto. Insomma, sentire affermare da qualcuno che il loro successo è stato costruito a tavolino grazie alla pubblicità è davvero risibile. Credo che non esista artista così ignorato e, anzi, boicottato da radio e giornali come loro in Italia. Perché se da una parte è vero che guardo poco la TV, che li ha ospitati in alcune trasmissioni, e che non ho mai seguito il Festival di Sanremo, che li ha visti vincitori nel 2015, d’altra parte ho Spotify sul computer e ascolto ogni mattina la radio mentre vado in ufficio ma non passano mai le loro canzoni.

Inoltre, la recente polemica scaturita dal loro rifiuto di partecipare alla inaugurazione del neo Presidente degli Stati Uniti ha evidenziato che, anche tra chi li conosce di nome, vi è una larga fetta che ha un’idea stereotipata e completamente distorta del trio. Molti li conoscono unicamente come i vincitori di Sanremo e sono all’oscuro della loro strabiliante carriera all’estero, credendo tuttora che abbiano successo presso comunità di italo-americani. Solo i fan che li seguono da tempo sanno che Il Volo è attualmente la band italiana più conosciuta al mondo e che i loro CD escono simultaneamente in 57 paesi scalando subito le classifiche dei dischi più venduti. Ho visto recentemente la replica di un servizio di Rai 1 all’Arena di Verona, in cui venivano intervistate persone giunte da diverse parti del globo, persino dal Giappone, appositamente per assistere al concerto de Il Volo. La loro straordinaria fama è cresciuta quasi esclusivamente grazie al passa parola e all’incanto che suscitano in chiunque li ascolti, specie dal vivo. Ho anche scoperto che è completamente sbagliata la convinzione che il loro repertorio sia composto esclusivamente da brani classici italiani perché negli Stati Uniti e in Inghilterra cantano prevalentemente canzoni inglesi e in America latina le versioni in spagnolo. Un’idea geniale è quella di iniziarne alcune in inglese e di terminarle in italiano, solo così mi sono resa conto di quanti famosi brani inglesi, interpretati dai più grandi vocalist, sono in realtà traduzioni di nostre canzoni, come “It’s Now or never” (O sole mio), “You don’t have to say you love me” (Io che non vivo), “Anema e core” (stesso titolo), “Surrender” (Torna a Surriento). La verità è che non importa il genere o la lingua, la gente va ad ascoltare come cantano non ciò che cantano.

L’effetto delle loro voci sugli ascoltatori è ben esplicitato nella recensione di un loro concerto negli Stati Uniti, pubblicata sulla rivista “Hello magazine”, in cui il giornalista scrive: “And while there may be plenty of skeptics out there who don’t like or understand “operatic-pop” as soon as Il Volo lets out their first note, rest assured it’s as if a spell is cast.” (trad.: “E benché ci possano essere molti scettici che non amano o non capiscono l’operatic-pop, potete essere certi che appena Il Volo emette la prima nota è come se si verificasse un incantesimo”). Posso testimoniare che è capitato anche a me.

***

La sera in cui scoprii il Volo stavo facendo zapping tra vari canali alla ricerca di un film avvincente per rilassarmi dallo stress di una giornata pesante quando un programma trasmesso da Canale 5 attirò la mia attenzione. A posteriori non saprei nemmeno spiegare cosa fu esattamente a colpirmi. Si trattava di un concerto già iniziato, il palco con l’orchestra e il coro era stato montato nella splendida cornice di Piazza Santa Croce, a Firenze, gremita di spettatori. In primo piano c’era un giovane che cantava l’aria Nessun Dorma tratta dalla Turandot. L’espressione intensa, quasi sofferta, dipinta sul suo volto, insieme alla voce calda e profonda conferiva alla musica, già di per sé struggente, un pathos particolare. Sembrava un eroe romantico di altri tempi, il suo aspetto era particolarmente adatto all’aria che stava eseguendo, aveva il perfetto “physique du rôle” per impersonare il principe Calaf pronto a conquistare la sua bella principessa. Il coro intonò il refrain e subito dopo subentrò un tenore dalla voce limpida e cristallina. Anche lui avrebbe potuto interpretare la parte del valente cavaliere, ma più spavaldo e fiero. Infine un terzo tenore completò l’esecuzione con una voce corposa e potente, raggiungendo note altissime senza apparentemente alcun sforzo. In realtà tutti e tre sembravano attori più che cantanti lirici. Abituati a tenori di mezza età, solitamente corpulenti e poco avvenenti, la prestanza fisica di questi tre interpreti, la loro giovinezza, la passionalità con cui cantavano unita alle voci poderose e ben impostate creava un insieme stupefacente. Al termine del brano il direttore d’orchestra si voltò e con immenso stupore riconobbi Placido Domingo. Il pubblico eruppe in una lunga e fragorosa standing ovation mentre io mi chiedevo sempre più sbalordita: “Ma chi diavolo sono questi tre giovani, diretti addirittura da uno dei più grandi maestri al mondo?”

Rimasi incollata allo schermo fino alla fine del concerto, pur non essendo particolarmente amante delle lirica. I tre cantanti alternavano arie di opera a brani della tradizione napoletana ed eseguirono anche canzoni in spagnolo e classici inglesi, come My Way, esibendo pronunce perfette (che ho potuto apprezzare essendo di madre-lingua e che mi ha molto stupito perché non avevo mai sentito nessuno cantare in una lingua straniera con un accento così perfetto (*)). Non saprei dire se la loro esecuzione delle arie liriche fosse irreprensibile dal punto di visto tecnico e francamente non mi interessava. C’era qualcosa nella loro espressività, nella loro vocalità e nelle loro interpretazioni che mi incantava. Quando cantavano in coro le loro voci non si sovrapponevano ma rimanevano ben distinguibili creando una armonia sublime. Mi meravigliava, inoltre, la trepidazione che si leggeva nei loro sguardi al termine di ogni brano mentre attendevano il responso del pubblico e la loro autentica gioia quando ne ricevevano il caloroso tributo, perché dimostrava un candore e un’umiltà raramente riscontrabili in chi ha ottenuto il successo che chiaramente dovevano aver raggiunto per esibirsi in quel contesto. Ero sempre più curiosa di scoprire chi fossero. Le esecuzioni canore erano inframmezzate da brevi interviste in cui spiegavano com’era nato il progetto Tributo ai Tre Tenori ma che rivelavano poco di loro, ero riuscita solo ad afferrare il nome del trio: Il Volo. Poco prima della fine del concerto, fu annunciata la trasmissione successiva, Matrix, che sarebbe stata incentrata su di loro e, pur essendo stanchissima dopo una giornata di lavoro, decisi di  guardarla.

I tre giovani non si trovavano nello studio ma in collegamento esterno. Poco prima, sul palco della piazza di Firenze, accompagnati dal coro e dall’orchestra diretta dal Maestro Domingo erano apparsi solenni, persino imponenti ma ora, vestiti in maniera più casual, erano tornati ad essere normali ragazzi di vent’anni come tanti. Appresi così che avevano raggiunto un enorme successo negli Stati Uniti, in America Latina, in Asia e in diversi altri paesi quando in Italia non li conosceva ancora nessuno e che solo in seguito alla loro vittoria al Festival di Sanremo nel 2015 avevano conquistato anche il pubblico italiano. Uno degli ospiti, il critico Paolo Giordano de Il Giornale, disse che all’estero erano considerati superstar e fu solo in quel momento che li ricollegai finalmente al gruppo di cui mi avevano parlato i miei studenti dell’università di Hong Kong, dove insegnavo. Eh sì, devo confessare che mi avevano descritto in toni entusiastici questi tre giovani talenti italiani dalle voci straordinarie, chiedendomi cosa significava il volo e di studiare le parole della canzone “Volare”, che mi dissero faceva parte del loro repertorio. Ma avevo dovuto ammettere di non avere la più pallida idea di chi fossero e non avevo approfondito ulteriormente l’argomento, portando invece in classe il testo “Vivo per lei” cantato da Bocelli e Giorgia. Com’era possibile che non avessi mai sentito parlare di loro da quando ero rientrata in Italia nel 2013? Eppure ascolto ogni tipo di musica e nella lista dei miei preferiti su Spotify ci sono canzoni pop, blues, soul, rock e persino rap, perché per me, come dice Quincy Jones, “esiste solo buona musica e cattiva musica”. E’ forse possibile che li avessi inconsciamente disdegnati, condizionata dagli articoli che li screditavano? Perché, volendo essere proprio onesta con me stessa, scavando nei recessi della mia memoria dovevo ammettere che avevo da tempo la vaga consapevolezza dell’esistenza di un trio folkloristico di giovani cantanti italiani che “riscuotevano successo all’estero riproponendo vecchie canzoni napoletane alle comunità di emigranti negli Stati Uniti” – come alcuni li dipingono ancora oggi in Italia – dimostrazione che qualcosa su di loro avevo, seppure inavvertitamente, letto rimanendone influenzata, perché nessuno è completamente immune dal potere distruttivo dei pennivendoli e sedicenti critici nostrani. Una giornalista tedesca, ospite in studio, argomentò che gli italiani non sanno riconoscere e sostenere i loro talenti. Come darle torto? Ma le sorprese non erano finite per me. I tre giovani dissero che il loro intento era quello di “far conoscere e di portare nel mondo la bellezza della nostra musica e del nostro paese”. “Ma non vi è mai venuta voglia di stabilirvi in un’altra nazione, visto che siete più  conosciuti all’estero?” domandò il conduttore e loro replicarono: “No, perché non esiste posto più bello dell’Italia, abbiamo il meglio perché mai dovremmo desiderare vivere altrove?” Avendo fatto della promozione dell’Italia nel mondo la mia professione e la mia passione, e dovendo combattere ogni giorno contro il disfattismo dei miei connazionali patologicamente esterofili, quelle parole erano un balsamo per le mie orecchie. Un trio di cantanti italiani giovani, talentuosi, belli e pure patriottici! Come avevo potuto farmi sfuggire questa eccellenza italiana in grado di proiettare una immagine così positiva del nostro paese? Troppo stanca, non riuscii a guardare la trasmissione fino alla fine e andai a letto con il suono delle loro stupende voci che mi risuonava ancora piacevolmente nelle orecchie, ben decisa ad approfondire l’indagine su di loro.

Nei giorni seguenti, curiosa di sapere cosa ne diceva la stampa, mi imbattei in articoli inqualificabili, scritti da pseudo critici musicali, che non si potevano definire recensioni ma sembravano sfoghi isterici di odiatori seriali; testi pieni di improperi e di insulti, purtroppo pubblicati anche su testate nazionali. Uno di questi, commentando il concerto di Firenze,  asseriva tra l’altro che il trio non aveva emozionato. Visto l’effetto che avevano provocato su di me e sul pubblico presente, che balzava in piedi al termine di ogni brano in un tripudio di applausi, mi sentii quasi personalmente offesa. Il critico non aveva usato la prima persona, quindi pretendeva di parlare a nome di tutti. Proseguendo la ricerca mi accorsi che solo poche riviste specializzate parlavano dei loro successi nel mondo, tutti gli altri tendevano a sminuirne la fama. Era evidente che doveva essere passata la parola d’ordine di boicottarli, ma a tutt’oggi non sono ancora riuscita a capirne il motivo. E’ vero che molti dei nostri giornalisti sono specializzati nel distruggere, o perlomeno ignorare, tutte le eccellenze italiane, ma ho poi avuto modo di constatare che l’accanimento nei loro confronti da parte della stampa nostrana è davvero esagerato, ingiustificato e incomprensibile.

https://italiariunita.com/2016/11/02/il-volo-e-linsostenibile-pesantezza-della-critica/

Decisi che dovevo fare qualcosa, nel mio piccolo, per rendere giustizia a questi encomiabili artisti maltrattati dalla nostra stampa mentre avrebbero dovuto invece costituire un vanto per l’Italia. Il direttore del quotidiano di approfondimento online Il Sussidiario, con il quale collaboro per la parte culturale, mi diede il via libera per pubblicare un articolo su di loro, dopo aver sentito il parere del responsabile della rubrica musicale. Iniziai così a visionare su Youtube clip dei loro concerti in diversi paesi e delle loro interviste per conoscerli e scoprire il loro percorso artistico. La loro storia somigliava davvero a una incredibile favola moderna. Quali erano le probabilità che si incontrassero nello stesso luogo e nello stesso momento tre ragazzini, poco più che bambini, così simili tra loro, con voci portentose e una insolita passione per la musica classica e lirica? Quali erano le probabilità che un famoso produttore si collegasse dagli Stati Uniti per guardare il talent show per minori, “Ti lascio una canzone”, li notasse e avesse l’idea di formarne un trio? Praticamente zero, eppure è accaduto. Vedere la loro trasformazione da ragazzini grassottelli, goffi e un po’ sfigati (come loro stessi si sono descritti) in affascinanti giovanotti, grazie alla loro forza di volontà, dieta ferrea e palestra – che ha fatto perdere a Ignazio 35 kg in un anno- , di come abbiano acquisito sicurezza calcando i palchi più importanti del mondo, di come abbiano perfezionato la conoscenza dell’inglese e dello spagnolo, mentre studiavano per migliorare le loro voci e diplomarsi, pur essendo continuamente in tournée e dovendo preparare concerti impegnativi, è un incoraggiamento per tutti gli adolescenti ad inseguire i propri sogni con coraggio e determinazione.

Loro amano ciò che fanno e la loro passione per la musica e il canto si trasmette a chi li ascolta e diventa un elemento aggregante, perché questi tre giovani artisti usano le loro splendide voci per emozionare, così come un pittore usa il pennello e un musicista le note. Guardarli cantare è una esperienza affascinante perché si trasfigurano, diventano essi stessi musica, vivono ciò che cantano e lo fanno vivere a chi li ascolta, modulando il tono e la voce in tal modo da farne intuire il significato anche a chi non comprende le parole. Tra una canzone e l’altra ritornano a comportarsi come ragazzi di vent’anni che scherzano, si prendono in giro a vicenda e intrattengono il pubblico come se si trovassero ad una festa tra amici, creando un clima rilassato e amichevole anche in teatri con migliaia di persone. E’ stupefacente guardali trasformarsi all’improvviso da simpatici burloni in talentuosi artisti che riversano tutta la loro anima nel brano che interpretano; un momento li vedi ridere e scherzare e un attimo dopo diventare seri e chiudere gli occhi come se si trasferissero in un’altra dimensione, lasciandosi trasportare dalla musica. Insieme a loro il pubblico prima ride e si diverte poi si emoziona. I loro concerti sono esempi di professionalità e di competenza da parte di tutti,  direttore, orchestra, musicisti e tecnici.  La sincronizzazione delle voci tra loro e l’orchestra è sempre impeccabile, non sbagliano un ingresso o una nota e si intuisce che per raggiungere una tale perfezione occorrono ore e ore di preparazione e di studio, eppure hanno il dono di farlo sembrare semplice e naturale. In una intervista hanno dichiarato: “Mettiamo tutti e tre un grande impegno nello studio e nella professione perché lo riteniamo un dovere del singolo nei confronti degli altri due e di tutti nei confronti di quanti si sono appassionati al nostro canto, alle nostre canzoni, ai nostri concerti. Per ognuno di noi deludere tante aspettative, sarebbe davvero un peccato.” La valanga di commenti in tutte le lingue del mondo sotto i loro video sono la dimostrazione della stima, della simpatia e dell’empatia che riescono ad instaurare con il loro pubblico.

E’ purtroppo triste constatare che i giornalisti stranieri si prodigano in lodi per la loro bravura, ma anche per loro modestia e umiltà, mentre quelli italiani cercano di farli passare per arroganti e presuntuosi, manipolando e rigirando le loro parole per farle travisare dai lettori. “Il Volo members remain humble as their success and fame increases” (trad: I membri del Volo rimangono umili mentre il loro successo e la loro fama cresce”); “Il Volo amazing boys so sweet and nice with their fans” (trad: “Il Volo ragazzi fantastici, dolci e gentili con i loro fan”) sono alcuni dei titoli che si leggono sui siti stranieri. Osservando  i tre giovani nelle interviste all’estero si nota che sono disinvolti, simpatici e rilassati mentre con la stampa italiana si irrigidiscono e diventano tesi. D’altra parte l’ostilità degli intervistatori è percepibile anche a chi osserva i video e mette evidentemente a disagio i ragazzi, troppo genuini e spontanei per nasconderlo e troppo educati per diventare a loro volta scortesi. Ad esempio, il fatto che non bevono e non fumano per preservare le loro voci desta l’ammirazione degli stranieri, come scrive un giornalista di Boston: “Don’t expect Gianluca Ginoble to be hung over the night after the charismatic baritone turns 21 in Boston. “I don’t drink,” Ginoble said “I have to take care of my voice. The only partying I’ll do is on the stage, and that’s enough for me.”Ginoble and his Il Volo bandmates, tenors Piero Barone and Ignazio Boschetto, are dead serious when it comes to their craft.” (trad: “Non vi aspettate di trovare  Gianluca Ginoble con i postumi di una sbornia la sera dopo che il carismatico baritono avrà festeggiato il suo 21esimo compleanno a Boston. “Io non bevo” ha spiegato Ginoble “Devo avere cura della mia voce. Gli unici festeggiamenti si svolgeranno sul palco, e questo mi basta”. Ginoble e i suoi compagni, i tenori Piero Barone e Ignazio Boschetto, sono dannatamente seri quando si tratta della loro arte”).  In Italia, al contrario sono stati derisi pubblicamente per la loro serietà e professionalità in una trasmissione e una delle ospiti li ha esortati “a prendersi una sbornia ogni tanto” C’è stato persino un maldestro tentativo di farli passare per teppisti, quando un giornalista si è inventato che avevano devastato una stanza d’albergo. Quella fu l’unica volta in cui tutti i quotidiani italiani parlarono di loro. La notizia si rivelò poi totalmente infondata e fu smentita dallo stesso direttore dell’albergo, ma molti la rinvangano ancora oggi. Il loro grande vantaggio, come dicono spesso, è di essere sempre solidali  e di condividere gioie e amarezze.

Osservandoli nei video amatoriali girati dai loro fan, in cui non sapevano nemmeno di essere ripresi, ho potuto cogliere gli sguardi di complicità e i gesti di affetto che si scambiano tra loro durante i concerti e notare il loro genuino moto di orgoglio quando uno di loro riceve i tributi del pubblico. Più di una volta ho dovuto constatare, quasi incredula, che non si percepisce mai alcuna invidia o competizione tra loro. Questi tre si sentono davvero una cosa sola: “tre voci, una sola anima” come amano definirsi. Un affetto fraterno, vero, tangibile, commovente. Ho ammirato la delicatezza dei loro modi, la considerazione che dimostrano nei confronti di bambini e anziani, la loro spontaneità, la loro freschezza, la loro pazienza e la loro disponibilità nel concedersi ai fan che li assalgono ovunque chiedendogli autografi, selfies e abbracci, sempre pronti a sorridere anche al loro arrivo in aeroporto quando sono visibilmente provati da un estenuante volo intercontinentale. Li ho visti comportarsi sempre come gli amici della porta accanto, senza alcuna boria o insofferenza, come se il successo ottenuto fosse qualcosa di estraneo che non li riguarda. I loro genitori, che li accompagnano spesso ancora oggi in viaggio, li aiutano a tenere i piedi ben ancorati a terra, a ricordare loro che la fama può scomparire così com’è arrivata. Ho letto testimonianze di fan americani che hanno intrapreso un viaggio in Italia per recarsi nei paesi di origine di Piero, Gianluca e Ignazio e sono stati accolti nelle case dai genitori e parenti dei ragazzi come fossero persone di famiglia, con la semplicità che li contraddistingue. Pur essendo superstar internazionali niente vacanze alle Maldive o in Costa Smeralda per i tre ragazzi del Volo, loro trascorrono il tempo libero in famiglia, li incontri a spasso nelle vie dei loro paesini, in Sicilia e in Abruzzo, insieme a fratelli, cugini e amici d’infanzia, negli stessi luoghi dove giocavano da bambini. Abituati alle starlet e a tutti quegli pseudo artisti affamati di gloria che cercano di farsi vedere nei luoghi che contano, questi ragazzi rappresentano il vero talento che non ha bisogno di pubblicità per farsi notare e apprezzare. Più si scoprono aspetti del loro carattere più si fa fatica a credere che qualcuno li possa ritenere montati, arroganti o presuntuosi.

Alla fine ho capito le ragioni del loro successo globale e del perché sono riusciti a conquistare milioni di fan in tutto il mondo, pronti a proteggerli e a difenderli a spada tratta; inizialmente attirano con le loro voci ma poi si fanno amare per quello che sono.

*  Devo dire che una delle cose che più mi hanno colpito ascoltando i ragazzi del Volo è proprio la loro perfetta pronuncia quando cantano in inglese (che non hanno invece quando parlano, perché si sente l’accento italiano).  Non avevo mai, mai sentito nessuno cantare in una lingua straniera con un accento e una “fluency” così impeccabile, come se fossero di madre-lingua. Come linguista ero convinta che nessuno potesse cantare con una pronuncia così perfetta in una lingua straniera a meno di essere cresciuto in quel paese fin da piccolo. E’ una questione di come funziona il cervello umano. I bambini possono imitare suoni e accenti ed imparare qualsiasi lingua come la propria, ma a 8-10 anni perdono questa capacità. Invece i tre ragazzi de Il Volo ci riescono. Anche per questo sono dei fenomeni. Ma questo dimostra anche lo studio e la professionalità che mettono nel loro lavoro.

ALCUNI COMMENTI AI VIDEO DEI LORO CONCERTI SU YOU TUBE

Mike Denton-Anns3 anni fa

Astonishing group. They wrap you in a sound cloud and then steal your ability to breathe! No-one else has that power.

jane crawford1 anno fa

A true blessing, MAGNIFIED!. Just consider how happy they make you, and multiply that by millions, old and young alike. They can’t possibly know the impact their gift has in this world and at this time. Their beauty, youth and humility renew the hearts of the elderly, and their enthusiasm and joy make us remember hopes and dreams of our past. We fall in love again. ” Credo alla vita meravigliosa avventura ”

MegaTippy3 anni fa

Fantastic! I just can’t stop listening to them. Their songs ring in my ears all day 🙂 Thank you IL VOLO

Erika Loyo Runyon3 anni fa

Well of course they are humble, they’re from Italy. To me, Italians are the nicest people in all Europe. 🙂

Lorraine Radice3 anni fa

I LOVE these guys! They are ADORABLE! I want so badly to see them in person! Their voices are absolutely AMAZING! And they are so REAL! Their music can take me out of the worst mood and put me in a good mood!

Pamela Curtis3 anni fa

Everyday I listen to Il Volo when I wake and when I go to bed. These cuties are gorgeous inside and out. For two years I’ve watched them change and grow from teens to young men. I’m disabled and they give me great joy. I’m in love for the last time in my life. I love the beards, the glasses, the clothes.

lynda johnson3 anni fa

I think they are all ‘drop dead gorgeous’ but I think Ignazio has changed and matured the most. They are all different but all so handsome and judging from their interviews, which I can’t get enough off, they have lovely personalities and are full of love for their families and each other. looking forward to a visit to England.

Michael Ahn2 anni fa

They are proving the word ” whatever is from Italy is beautiful”…

Maria Nochnaya4 mesi fa

IL VOLO was magnificent!They are the BEST in the world now!!!I was on this concert no one video cant show HOW MAGIC they sing LIVE!!!!

Christine Burlo4 mesi fa

i know !! i was at Cirque Royal in Brussels in May and they were amazing !! my third concert after Taormina and Malta in 2015 they really are the BEST in the World !!!!!

Zina Bobrovsky2 settimane fa

I was on their concert in New York this year. They were and remain superb. Cannot wait them coming back to New York in march 2017.

Eli K1 anno fa

I honestly don’t know what to say…their voices are so beautiful and the music of their songs touches my heart.I don’t understand a word from their songs(but a few days ago I started learning italian♥),but I keep listening to them all the time! io amo il volo!!

ewellkatka1 anno fa

MAGNIFICO! I wish I could speak Italian, that is another beautiful song! – Eurovision 2015 is yours! x

Melissa Battles6 mesi fa

Ahaha GRAZIE!  🙂  Sin da piccolina e’ stato il mio gran sogno imparare l’italiano, ma purtroppo non ho mai potuto impararlo a scuola anche l’universita’. Pero’ dal giorno quando ho sentito per la prima volta Il Volo quel sogno mi e’ tornato ancora. Ora sto imparando ogni giorno cose nuove, e Dio mi ha benedetto con amici italiani bellissimi con cui parlare! Allora spero un giorno incontrare Gian, Piero ed Igna, perche’ devo dirli grazie dal cuore per il loro inspirazione

Frances Van Siclen10 mesi fa

while Spanish is a lovely and romantic language widely spoken especially in south Florida, I must say that to me Italian is the most beautiful lyrical language in the world- it connotes romance beauty and passion all at once- so lovely !!!

Jose Penda9 mesi fa

+ Gian anche e’ il mio preferito ehehe……un uomo bellissimoooo

geertiify4 mesi fa

WOW! Was für eine Kulisse! Was für Sänger! Nun weiß ich auch, warum auf der Bühne diese Schuhe getragen werden!

Cris Flores5 mesi fa

Fiquei perdidamente apaixonada pela voz destes 3 tenores, adorei esta música e me deu vontade de aprender italiano. Isso aconteceu dia 23/12/de 2015. Voltei a ser romântica, a querer dançar,… estes 3 homens me fascinaram..

Mogens Holm6 mesi fa

just love this song, Il Volo and Italy

Marie Matique1 anno fa

Merci …ils sont sublimes…quelles voix!! Je ne me lasse pas de les écouter. Spero che un giorno verranno in Francia!

Jo Edwards1 anno fa

That was great i wanna say i admire il volo so much and their songsss omg theyre awesome!! Love from grecia 鉂わ豢

Ingrid Santillan1 anno fa

Ohhh diooos los amo tanto, espero sigan así siempre, con es humildad que los caracteriza y ese talento, los adoro mucho chicos, siempre desde México apoyandolos.

valeria Rodarte1 anno fa

Que bárbaros !!!!! Son geniales y fantásticos !!!!! Que su voz llegan hasta el corazón !!!! Los adoro con todo mi cariño un saludo desde cd juarez !!!

ane Pokatskaia2 mesi fa

Прекрасное исполнение!!!!!

camila vega1 anno fa

El jugueteo de gianluca, la mirada de Ignazio, y la facha de Piero, combinación perfecta, y esas voces que causan escalofríos.

Carolina Rios2 mesi fa

son muy guapos tienen una magnifica voz y la letras de sus canciones son bellisimas los amo cada ves mas 3

Penelope1 anno fa

Gianluca is multi-talented, can be a Hollywood actor for sure. He has the charm, the beauty and charisma, besides the wonderful and velvety voice. An Italian Elvis.

Геннадий Лазарев3 mesi fa

Не знаю о чем они поют, но музыка и исполнение потрясающие !!!

roquet katty3 mesi fa

J’adore ces gars là

dara04435 mesi fa

Очень красивая песня! il Volo новое поколение итальянцев, которых любят в России!!!

Isabella Escher1 anno fa

The hard work of these wonderful singers, IL VOLO, every day is much appreciated and will be more than rewarded with metallic profits but more important is the admiration, respect and love they manage to have all of us, his audience. All our love for Ignazio, Piero and Gianlucas. Gracias for your excellent and diverse JOB!!!!!!

Carlos Aureliano C Rezende10 mesi fa

Sou brasileiro, e lhes pergunto, qdo haverá um show de vocês. por esse lado do globo? Pois sou um fã daclassic music não só de vocês mas em geral. Precisamos mudar e instigar os gostos dos brasileiros. porque a música clássica toca a alma e desperta o que de melhor existe no ser humano.

Isabella Escher1 anno fa

The Good music of Il Volo is uncompromisingly honest, unselfconscious, ambitious, funny, original, challenging, and a feast for the senses. It has  all of these qualities, but at the very least it has to keep you coming back for more… and NEVER ever bore.

Carlo Meringolo1 anno fa

Ragazzi!!!!!!!! siete veramente eccezionali. Avere fatto innamorare tutte le generazione, siate umili e onesti nella vita ,siete gia’ belli cosi.

jeanne wawa1 anno fa

Merci Marco pour ce magnifique concert de nos trois génies italiens: IL VOLO. Ils sont grandioses, et si généreux, pourvu qu’ils e changent pas. Bravi a tutti.

meheaton13 anni fa

I call you attention to the other comment I made here – this was (even though it is short) a great performance. Also, I will not stop supporting these guys and protesting when I feel they get short shrift. Come on people. Stand up for these guys. They could be the catalyst that finally raises the bar of quality in the popular music world. No one on the scene right now has as good a quality of music and sings with such great quality of sound as Il Volo.

Lia on May 25, 2015 at 10:47 said:

I love this guy! I’m from Greece and I will come to Italy to watch their consert!

Liliaon聽May 30, 2015 at 08:00聽said:

韦蠀蠂蔚蟻萎!! Lucky Lia! I am from Cyprus and I could have gone too to Rome to enjoy an Il Volo concert but having spent all my vacation money to Vienna (ESC 2015) where I went JUST for Il Volo, I cannot make another trip this year. I hope they will come to Greece soon.

Liliaon May 31, 2015 at 08:11 said:

Of course ESC will be a milestone for them but they should have won. Eurofans are very angry about that. I was there and I can not describe to you the reaction of people everytime Il Volo were on stage. People were screaming before the guys open their mouth to sing. I was present three times at the arena: Jury Show, Family Show and Grand Final Live. Also at the appearance of the Big Five at the Rathausplatz (20/05/2015) and at the sign session at Emi Store Vienna (21/05/2015). I saw it with my own eyes: PEOPLE ADORE IL VOLO and wanted them to win and are so angry about juries who, for some reason, didn’t want a southern country to win!

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28 pensieri su “Alla scoperta del VOLO/Discovering Il Volo

  1. complimenti Patrizia, ho appena visto il tuo video sulle “ragioni di un successo globale” e mi sono anche permessa di condividerlo sulla mia pagina. L’ho trovato bene strutturato, come al solito, e ho riflettuto su quell’autocritica che ti fai riguardante l’eccessiva lunghezza: in effetti alcune parti potevano essere sveltite, ma secondo me i molti inserimenti di brani musicali e di pezzi di interviste contribuiscono a favorire una full immersion nell’atmosfera creata nei loro concerti e nei contatti col pubblico, cosa che non avverrebbe se si trattasse delle solite pillole prese di qua e di là. Sono stata felice di trovare stanotte il video e questa mattina l’articolo qui presente (devo ringraziare vivamente per la pronta conoscenza di entrambi la segnalazione di THE VOLOVERS-Fans Group), da qualche giorno non ti sentivo e mi ero un po’ stupita di non aver visto la tua voce, che per noi volovers ormai ha un peso, nel dibattito che si è creato a causa del noto “gran rifiuto” dei ragazzi. Ma da quel che capisco, hai preferito parlare attraverso la rievocazione di tanti bei momenti passati e di quegli elementi che indubitabilmente, come ho scritto nella mia pagina, hanno contribuito a creare questa favola moderna che tutti noi abbiamo la speranza possa durare per molto tempo ancora. Grazie per il tuo lavoro, Patrizia, e alla prossima!

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    • Cara Valeria, ti ringrazio. Come sempre la tua approvazione è importante per me. In realtà avevo realizzato il video per me, mettendo insieme le interpretazioni che mi piacevano di più e i loro siparietti divertenti , perché facevo fatica a ritrovarli su youtube, anche dopo averli salvati tra i preferiti. Come puoi immaginare era molto più lungo perché conteneva le versioni complete di ogni canzone, anche se non c’erano le interviste. Ho deciso di pubblicarlo dopo la polemica scatenata dal loro rifiuto a Trump e i commenti velenosi che ho letto in giro, tagliando alcune parti e aggiungendone altre. Certo credo che siano stati alquanto imprudenti , se è vero che hanno fatto quella dichiarazione. Ma oramai è fatta. Speriamo che si sgonfi al più presto questa storia, non vorrei avesse ripercussioni negative. Un caro saluto.

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  2. Grande Patrizia, condivido pienamente quello che hai scritto perchè è sempre dettagliatamente motivato, non ti fermi ad una valutazione da esterna ma, in prima persona hai valutato l’effetto che questi tre ragazzi fanno sul pubblico, per questi motivi dico sempre a chi li critica, “non li conosci, non sai di chi stai parlando” in modo particolare quando li tacciano di essere boriosi, antipatici, altezzosi, niente di più falso. Aspettavo un tuo commento e non hai deluso le mie aspettative e quelle di tantissime fans. Grazie.

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  3. Tanto contenta con questo articolo……sono unici,con il loro talento e la loro umilta hanno conquistato migliaia di persone in tutto il mondo !Sempre con i piedi sulla terra e sempre con le braccia aperte ,disponoboli per tutti!Ed anche,risparmiamo per viaggiare alle posti che i ragazzi cantano,viaggiamo dal estero all’ Italia per vederli…o agli altri paesi ,viaggi lontani,cari , solo per questi giovani cantanti!Il Volo e un fenomeno ma conosco bene che nessuno è profeta nella sua patria……..e peccato!Musica italiana ,e soppratutto il belcanto, unisce persone che apprezzano questa musica,e i ragazzi sono i piu importanti ambasciatori di belcanto al tutto il mondo!Sono troppo giovani ancora,devono studiare molto ancora, ma ,vi prego,rispetto per il loro lavoro e talento! Io non sono italiana ma straniera ma li amo dalla prima vista e ogni giorno il mio rispetto per loro diventa piu grande.

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    • Bravissima Katerina. Io sono una grande fan dei ragazzi da oltre un anno e in particolare dal loro concerto all’ Arena di Verona il 21.09.15 che ho seguito due giorni dopo su Rai 1 da Atene, dove abito. Mi dispiace averli scoperti un po’ ”tardi”, pero’, come si dice, meglio tardi che mai. Sono fantastici, li adoro e devo ammettere che hanno migliorato la mia vita e mi aiutano in un periodo difficile. Sono davvero arrabbiata con tutti quelli idioti che li attaccano da tanto tempo. Ma non sono capaci di riconoscere il loro talento, la loro unicita’? Lascia perdere. Io li sosterro’ per sempre. Sono la luce dei miei giorni, ognuno di loro e tutti e tre insieme. VIVA IL VOLO SEMPRE E PER SEMPRE!!!

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  4. Queridas, Sou do Brasil e descobri esses meninos através do You Tube, praticamente sem querer. Li, Os três Tenores e fui escutar pois amo musica clássica, operas. Quando vi esses meninos simplesmente apaixonei. Digo que são meus filhos. Torço para que eles fiquem cada dia mais juntos e unidos e que cresçam como profissionais. E tenho muito orgulhos de ver três “meninos” cantando lindamente como esses três. Não consigo ficar um dia sem ouvi-los. Estou simplesmente viciada em ouvi-los e vê-los nas entrevistas dos vídeos do you tube.

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  5. quanto scrivi in risposta al mio commento, mi conforta, Patrizia, perché posso toccare con mano che la pensiamo nella stessa identica maniera: la poca prudenza lascia davvero stupiti! e speriamo, ripeto la tua espressione, non ci siano ripercussioni negative, il che, detto da te, esperta di situazioni internazionali, mi preoccupa non poco. Resta sempre il fatto che sarebbe da assodare se veramente i termini usati per motivare il diniego siano stati quelli, alla fine si parla genericamente di un’intervista senza precisare il dove e il quando , Piero è l’unico che ha fatto un commento di un certo tipo, Gian si è praticamente dissociato, Ignazio tace. E allora?

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    • E’ tutto molto strano infatti. C’è anche Sgarbi che sostiene non siano mai stati invitati, dichiarazione condivisa sui social network perché in Italia molti ignorano ancora quanto sono famosi all’estero e che non hanno certo bisogno di pubblicità Mi sono personalmente scontrata con alcuni amici su FB ma ho rinunciato perché parlano per partito preso, credendoli ancora un trio folkloristico che canta canzoni napoletane agli emigrati. Secondo me i giornalisti hanno estrapolato da un discorso generico quelle frasi, sappiamo bene quanto sono capaci di malignità e inganni, i tre ragazzi sono ancora ingenui e troppo genuini, a volte parlano a ruota libera, magari li hanno invitati a condividere liberamente la loro opinione su Trump, promettendo di non pubblicarla. Non mi stupirei arrivassero a tanto. Comunque credo che il portavoce del management o della casa discografica dovrebbe intervenire e fare una dichiarazione ufficiale a questo punto. Secondo me.

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  6. Muchísimas gracias por este articulo tan bonito!! Me he sentido muy identificada con cómo te sentiste cuando los escuchaste cantar. En verdad para mí fue también un shock conocerlos porque artistas con talento y forma de ser como ellos, hay pocos. Sus voces y sus canciones son una adiccion. Merece la pena ser ilvolover❤
    Un beso!! Complimenti!!

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  7. Sono e’ saranno quello che musicalmente al momento di meglio l’Italia esporta all’estero.Purtroppo ci sono elementi in Italia che farebbero bene a farsi un esame di coscienza prima di aprire la bocca,perche non sanno neanche di cosa parlano.Un esempio lampante e il nostro “Sgarbi” che si prende la briga di scaricare un video sul web dichiarando (da grande coglione) che tre cogl…….li si rifiutano di cantare per “Trump”, se questo non e’ “Demenza” allo stato puro,mi chiedo perche non usa il cervello per cose piu’ importanti per lui.
    Penso invece, che l’nvidia e le ragioni personali bisogna lasciarli fra le pareti di casa.

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    • Quello è andato avanti nella vita insultando il prossimo. Non capisco come gli si possa dare importanza. Purtroppo l’arroganza è rispettata in Italia mentre la disponibilità e la cortesia è scambiata per stupidità.

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  8. Non potendo più negare il loro talento (anche se qualcuno ancora ci prova) e il successo ottenuto anche in Italia cercano di renderli antipatici, facendoli credere arroganti e presuntuosi. Riportano le loro dichiarazioni distorte, come quella dii Gian sui Led Zeppelin, in cui lui poverino voleva dire l’esatto contrario di come l’hanno riportata i giornali e cioè che chi ascolta i Led Zeppelin di solito li snobba mentre lui vorrebbe dimostrare che possono essere presenti anche loro negli Ipod dei giovani. Come dice Patrizia anche negli articoli che sembrano parlare bene di loro ci mettono sempre qualche parolina ironica per farli apparire diversi di quello che sono tipo “tenorini”, “bellocci”, “giovani-vecchi”, “se la tirano”. Fateci caso, prima hanno cercato di sminuirli come cantanti e artisti, facendo credere che il pubblico che li apprezzava era ignorante e non capiva niente di musica, e dicendo che negli Stati Uniti erano solo gli emigrati italiani ad andare ai loro concerti. Nei video li facevano vedere solo mentre cantavano O sole mio, per far credere che erano una riedizione di Claudio Villa o di Al Bano. Ora però sono in troppi in Italia a conoscerli e a sapere che il loro repertorio comprende canzoni inglesi, spagnole e molti inediti quindi hanno cambiato registro e la parola d’ordine è farli apparire montati. Ho notato su Youtube molti falsi profili che non hanno altra attività se non quella di commentare negativamente i video de Il Volo. E’ chiaro quindi che c’è una regia comune. Ma a chi danno fastidio? Carmen Garzia Rodriguez, la professoressa di lettere antiche che ha creato in Spagna un blog sul fenomeno IL Volo , lo ha spiegato dicendo che vanno contro l’omologazione culturale imposta e sono un esempio positivo “pericoloso” per i giovani perché non bevono, non fumano, non si drogano, studiano e si impegnano per inseguire il loro sogno. (Pensate ai divi di Hollywood che erano pagati dalle multinazionali del tabacco per fumare nei film e invogliare i giovani ad imitarli). Patrizia, nel suo articolo “Ma i membri del Volo sono di destra o di sinistra” suggerisce che ci sono anche motivi di faziosità politica, prima venivano snobbati dalla sinistra perché “sembravano” giovani di destra, ora dopo il loro rifiuto a Trump sono attaccati dalla destra. Potrebbero poi esserci anche ragioni che non conosciamo, come lotte tra le lobby delle case discografiche oppure antipatie per il loro manager. Fatto sta che attraverso i video dei fan, i periscope dei ragazzi, le testimonianze di chi li ha conosciuti dal vivo la verità sulla loro vera natura di ragazzi semplici e alla mano sta venendo fuori. Cosa si inventeranno la prossima volta? Non mi prendete per pazza ma a volte temo addirittura per la loro incolumità fisica, perché sono davvero un fenomeno che rischia di destabilizzare l’ordine costituito. I principi sani che inculcano, i valori della famiglia, dell’amicizia, della lealtà, dello serietà professionale, ridicolizzati da anni tramite messaggi subliminali e programmi trash globalizzati rischiano di tornare in auge, visto che sono gli idoli di giovanissimi e anche di molti bambini che vogliono imitarli. L’altro aspetto che ho notato è la loro recente partecipazione ad alcuni di questi programmi trash che alla luce di quello che ho scritto sopra potrebbe forse significare che hanno dovuto cedere a qualche pressione.

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  9. Pingback: ENGLISH TRANSLATION: Discovering Il Volo / TRADUZIONE IN INGLESE: Alla scoperta del Volo | All About Il Volo

  10. Lo ammetto, io sono la prima a non poter parlare. Fino a poco fa coltivavo la mia passione in silenzio perché leggevo solo commenti negativi e mi sentivo quasi io quella “strana”. Credevo che le fan fossero solo le ragazzine urlanti che vedevo ai concerti, attratte dal fatto che sono bei ragazzi. Poi grazie agli articoli di Patrizia Ciava (Trishadria), di Carmen Garcia Rodriguez, le dotte recensioni di qualificati professionisti su Il Volo-Flight Crew, ho avuto la conferma “razionale” che sono davvero eccezionali. E ora ho capito che quelli che li disprezzano o non li conosco e non li hanno mai sentiti davvero, o sono quelli che vogliono darsi le arie da intellettuali esperti di musica e copiano le frasi e le opinioni lette nei giornali italiani. In Italia vengono presentati come un fenomeno “kitsch e nazionalpopolare” quindi tutti gli snob radical-chic prendono le distanze per far vedere che loro hanno gusti raffinati. Che pena! Ma ora mi sento orgogliosa di averli “capiti” quando ancora non sapevo che erano apprezzati anche da Barbra Streisand, Placido Domingo, Quincy Jones, la moglie di Elvis Presley, Woody Allen, il re di Norvegia, tanti per citarne alcuni (ovviamente gente che non capisce niente di musica rispetto ai nostri grandi esperti!). E ora difendo la mia passione con determinazione, perché so che è condivisa da milioni di persone intelligenti, colte e vere intenditrici di musica in tutto il mondo.

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  11. Ah sì, molti mi guardano in modo strano quando dico che sono entusiasta del Volo. Mi hanno letteralmente stregata fin dal primo momento, poi è andata sempre peggio fino a farmi preoccupare davvero perché non facevo altro che ascoltare le loro canzoni o guardare i loro video appena avevo un momento libero. Inizialmente mi davo la scusa dell’articolo che mi ero impegnata a scrivere per il Sussidiario, ma poi avevo voglia di scriverne altri per condividere le emozioni che mi facevano provare. Per fortuna mi sono resa conto di essere in buona compagnia 🙂 Tutti pazzi per Il Volo !!

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  12. Pingback: Il Volo:le ragioni di un sorprendente successo | Italia ri-unita

  13. Patrizia, sou brasileira e, apesar de ser neta de italianos, só sei escrever em Português mesmo. Quando eu conheci os rapazes em 2013, tinha certeza de que eles faziam o maior sucesso na Itália. Não imaginava que algumas pessoas de seu país nem os conhecesse e, pior, os criticassem. Posso não entendem muito de ópera ou música clássica, mas sei que eles cantam muito bem e se esforçam muito para fazer cada vez melhor. Além disto, a simpatia e humildade deles conquistam a todos. Eu queria entendem como não conquistaram boa parte dos italianos…Gostei muito de seu artigo. Obrigada!

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  14. Buon pomeriggio,
    sono una ragazza che ascolta le canzoni dei ragazzi come volo-terapia contro la malinconia e la solitudine ma non ho facebooK nè instagram.
    Ho visto e letto che stanno registrando il nuovo disco e, sicuramente il loro management sà come gestire i ragazzi ma ho dei dubbi….. Ci saranno solo canzoni in spagnolo e uscirà solo nei paesi latino-americani? Non stanno privilegiando troppo i fan dei paesi dell’america latina a discapito dei fans del resto del mondo (vedi caso Trump)? Saranno ancora presenti nei programmi italiani o rimarranno all’estero?
    Credo che chi li segue dovrebbe spingere per fare ascollare le loro canzoni nelle radio e probabilmente aumenterebbero anche i loro fans e la gente ai loro concerti; sarebbe bello vederli anche cantare negli Stadi. Non so quali operazioni di marketing sarebbe utile fare presso le radio italiane ma noto che vengono ospitati ma poi non passano le loro canzoni .
    Come sarebbe bello vedere uno show di Fiorello con i ragazzi.
    Potrei, la prossima volta, scrivervi nella vostra e-mail oppure quella di Valeria Bosch per condividere i miei pensieri con Voi.
    Monica Aldrovandi Bologna

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