Ma è possibile impostare quasi tutti i telegiornali principalmente sulla cronaca nera?
A volte sembrano più puntate tipo Quarto Grado che notiziari: poche parole sulla politica estera, qualche accenno ai grandi temi internazionali, e poi via con l’elenco quotidiano dei misfatti accaduti nel Paese.
Quello che molti non sanno è che i telegiornali di altre nazioni non sono costruiti così. In altri Paesi si dà più spazio a politica interna, politica estera, economia, servizi pubblici, scienza, crisi internazionali, dibattito parlamentare. In Italia, invece, I TG hanno una marcata tendenza a dare enorme spazio alla cronaca nera, con casi seguiti per giorni. Omicidi, aggressioni, rapine, sparizioni, risse, vicini di casa intervistati, dettagli morbosi, ricostruzioni infinite.
Il risultato è una percezione completamente distorta della realtà. Gli italiani finiscono per credere di vivere in un Paese insicuro, pieno di delinquenti a ogni angolo, quando le statistiche raccontano l’esatto contrario: l’Italia è tra i Paesi più sicuri al mondo, soprattutto sul piano della criminalità violenta.
Gli studi sull’Italia parlano da anni di sovra-rappresentazione della criminalità nei media. L’Osservatorio di Pavia e i rapporti sulla sicurezza hanno rilevato questa anomalia italiana: i media nazionali danno molto spazio alle notizie di criminalità, molto più che ai problemi economici, sociali o internazionali.
Non a caso, la percezione degli italiani spesso non coincide affatto con i dati reali. Un’indagine recente citata dal Guardian rilevava che l’80% degli italiani intervistati pensava che la criminalità fosse in aumento, mentre i dati mostrano un calo soprattutto degli omicidi. L’OCSE indica per l’Italia un tasso di omicidi di circa 0,5 per 100.000 abitanti, ben al di sotto della media OCSE di 2,6.
Il problema non resta nemmeno confinato dentro i nostri confini. Anche i media stranieri si nutrono di queste notizie e contribuiscono a diffondere all’estero l’immagine di un’Italia pericolosa, violenta, fuori controllo.
Ma è evidente che se ogni giorno accendi i riflettori solo sui crimini, anche quando sono relativamente pochi, l’impressione sarà che accada solo quello.
Questa non è informazione: è deformazione della realtà.
La cronaca nera fa audience, ma intossica la percezione collettiva.