SISTEMA DI CREDITO SOCIALE IN CINA

Liu Hu è un giornalista cinese.

Come tutti i suoi concittadini, non può andare da nessuna parte senza il suo codice QR. Da diversi anni questo dispositivo è indispensabile per lo shopping, per andare in ufficio, al ristorante, al cinema, per gli spostamenti in città, per i viaggi.
Nel 2017 Liu Hu si è spinto troppo oltre: in un articolo ha denunciato la corruzione nel governo. Gli è costata una condanna e una multa.
Ma non è tutto.
Poco dopo, si è reso improvvisamente conto di non essere più in grado di acquistare un biglietto aereo. Il sistema lo respingeva. Idem per i biglietti del treno.
Poi ha scoperto che non poteva ottenere un prestito da nessuna banca e gli è stato persino vietato di acquistare qualsiasi proprietà.
Ad altri come lui, per essersi espressi un po’ troppo negativamente verso il Governo sui social, ad esempio, è stato impedito di essere assunti, di svolgere lavori specifici. Hanno persino visto i loro conti bancari congelati.
A volte, è loro vietato partecipare a manifestazioni o assemblee. E poiché è impossibile accedere a determinate arterie autostradali senza presentare il proprio codice QR, se provassero a scappare verrebbero immediatamente individuati e fortemente penalizzati.


Fortunatamente, non possiamo immaginare per un solo attimo che una cosa del genere sia possibile in Occidente, vero?

Cos’è il sistema di credito sociale?

Un sistema di credito sociale (SCS) è un sistema digitaledi monitoraggio, registrazione e valutazione basato su dati che classifica e valuta individui, funzionari pubblici, aziende, organizzazioni e associazioni. Comportamenti non ammessi vengono disciplinati e puniti. Chi invece dimostra un comportamento esemplare beneficia di alcuni vantaggi. Il sistema di valutazione si basa sulla “Pianificazione della Creazione del Sistema di Credito Sociale (2014–2020)” adottato dal Consiglio di Stato cinese il 14 giugno 2014.

L‘annus mirabilis per la finalizzazione di tale sistema era stato individuato proprio nel 2020

Infatti, il primo sistema di credito sociale nazionale e universalmente vincolante doveva essere introdotto in Cina a partire dal 2020.

Finora, esistono progetti pilota che secondo le stime occidentali ammontano a circa 70 a livello nazionale, concentrati nelle grandi città e regioni densamente popolate. Se e quando il sistema raggiungerà anche le regioni rurali non è ancora chiaro.

I progetti pilota statali non sono gli unici a testare il credito sociale su larga scala in Cina. Anche le grandi aziende private cinesi raccolgono esperienze in questo settore da anni, generando grandi quantità di dati. Le tecniche di sorveglianza digitale, come la videosorveglianza e il riconoscimento facciale, faranno parte del sistema di credito sociale, come succede già in alcuni progetti singoli.

In Cina vengono sperimentate diverse varianti di sistemi di credito sociale, meccanismi che una volta a regime e uniformati su scala nazionale daranno vita ad un unico Sistema del Credito Sociale (shehui xinyong tixi). 

Lo scopo del sistema è valutare il comportamento di individui, imprese ed enti pubblici in diverse aree (dal pagamento delle tasse alla credibilità giudiziaria) e incentivare il rispetto delle leggi in quattro macro-gruppi di attività: amministrative, commerciali, delle organizzazioni sociali e del sistema giudiziario. Il meccanismo dovrebbe ridurre le contestazioni e il dissenso crescente che affliggono oggi la Repubblica Popolare.

Il sistema informatizza e integra i dati che il governo cinese possiede già su tutte le attività dei cittadini, degli enti pubblici e di quelli privati che lasciano una traccia digitale, sia essa economica, legale, medica, o di altra natura. In base ad essi, definisce un meccanismo di premi e sanzioni a seconda dei comportamenti assunti. Il sistema impedisce alcune attività a coloro che sono presenti nella “lista nera” che include persone e enti condannati in via definitiva da un tribunale cinese. Per esempio, a causa degli scarsi crediti accumulati, più di nove milioni di persone non hanno potuto acquistare un biglietto aereo e oltre tre milioni non hanno potuto comprare quello per le cuccette più spaziose e per i treni ad alta velocità.

La cosa più inquietante, quantomeno per noi occidentali con riferimenti ideologico-culturali completamente diversi, è che chi frequenterà persone che hanno un rating sociale basso potrebbe vedersi ridurre anche il proprio. Se si completa poi il quadro dicendo che il rating sociale diminuirà anche se si critica troppo il regime o se si partecipa ad organizzazioni invise al Governo, ecco che emergono chiaramente anche le potenzialità orwelliane del Sistema del Credito Sociale.

Il Sistema del Credito Sociale è attivo non solo sui cittadini, ma anche sulle aziende. In questo caso i comportamenti presi in considerazione sono ad esempio la condotta finanziaria, il rispetto di norme a tutela dei lavoratori o dell’ambiente, ed eventuali frodi o episodi corruttivi. Il funzionamento è comunque sostanzialmente lo stesso: le aziende “brave” vengono premiate con agevolazioni in termini di prestiti ed appalti; mentre quelle “cattive” vengono punite con maggiori tasse ed ispezioni. I dubbi e le criticità sono in questo caso legate alla ancora poca chiarezza di norme, strutture, competenze di rating spesso sovrapposte, ed indicatori che fanno parte del sistema di Credito Sociale per le aziende. Inoltre, come molti fanno notare, un sistema di questo tipo che entro la fine del 2020 dovrebbe essere applicato anche alle aziende straniere, darebbe a Pechino la possibilità di agire in maniera sostanzialmente extra-giudiziale contro aziende considerate come scomodi concorrenti o nell’ambito delle guerre commerciali.

La pandemia ha permesso alla Cina di avviare il famoso “tracking via app” dei contagiati grazie a qualche opportuna modifica alla infrastruttura del Sistema del Credito Sociale, che è stata infatti utilizzata per assegnare i cosiddetti codici salute. Attraverso questionari e telefoni cellulari le autorità hanno potuto mettere in piedi un sistema che permette ai cittadini “verdi” (non a rischio di essere stati infettati) di muoversi in alcune città molto più liberamente rispetto ai cittadini “gialli” o “rossi”. Nel caso di comportamenti poco affidabili associati alle proprie condizioni mediche, chi non rispetta i codici-salute vedrà diminuire il proprio punteggio e incorrerà in sanzioni.

Ovviamente, qualsiasi analogia con il green pass europeo è puramente casuale.


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