Immigrazione e gruppi di potere

 

E’ naturalmente doveroso essere solidali con i profughi che fuggono da guerre, dittature e miseria. Sono vittime di politiche sconsiderate che hanno devastato e destabilizzato l’Africa e il Medio Oriente per favorire sordidi giochi di potere e per consentire ad oligarchi e potentati senza scrupoli di trarne profitto.

Ora, gli stessi governanti che hanno contribuito a provocare caos e distruzione in quei paesi si scoprono improvvisamente buoni e asseriscono di voler aiutare chi hanno ridotto alla disperazione, e molti cittadini si sentono presi in giro.

Perché l’esperienza insegna che quando i potenti della terra, che solitamente si distinguono per l’indifferenza verso i più bisognosi, si mostrano improvvisamente altruisti e generosi ed esprimono concetti “buonisti” facendo appello ai sentimenti migliori dell’umanità, il vero intento è quello di raggirare il popolo per salvaguardare gli interessi occulti dell’élite.

Anche alla luce degli scandali che hanno rivelato truffe e finanziamenti illeciti alle organizzazioni che prendono in carico i migranti, molti hanno iniziato a porsi delle domande: “Da chi sono finanziate le organizzazioni che trafficano in essere umani?” “A chi fanno capo  i loschi intermediari che si dimenano tra malavita e politica e operano di concerto per corrompere governanti del Terzo mondo, per innescare guerre, vendere armi, sottrarre risorse e terreni, imporre la migrazione, gestirla, coordinare l’accoglienza, ed incassare cifre enormi per fronteggiare un problema da essi stessi creato?” “Qual è il vero fine che si nasconde dietro questi continui incoraggiamenti da parte dei governanti europei ad accogliere più immigrati?”

Alcuni sospettano vi sia un’unica regia, un unico burattinaio i cui fili sono visibili solo a chi osserva con sguardo avveduto.  La consapevolezza che è in atto una massiccia e ben orchestrata campagna di persuasione di massa per convincere le popolazioni europee ad accogliere un numero crescente di migranti crea perplessità e una comprensibile inquietudine.

Tutti gli ingredienti tipici delle tecniche di manipolazione psicologica sono infatti ben evidenti a chiunque non sia completamente sprovveduto: l’uso vergognoso di immagini strazianti, pubblicate all’unisono in prima pagina da tutti i giornali del mondo, per scuotere le coscienze e mettere a tacere qualunque obiezione; lo sforzo congiunto dei media per discreditare gli scettici e gli oppositori descritti sempre come “estremisti di destra”, se non addirittura neo-nazisti, quando si tratta evidentemente di comuni cittadini senza colore politico preoccupati per i risvolti imprevedibili che potrebbe avere l’accoglienza indiscriminata di migliaia di giovani uomini, che rappresentano (lo dicono i dati ufficiali) il 70% dei migranti in arrivo, e che sperano di trovare una occupazione nel paese che li accoglie in un momento in cui la disoccupazione è ai massimi livelli. D’altronde, basta guardare foto e video degli sbarchi per rendersi conto che donne e bambini sono in numero esiguo e la maggioranza è costituita da ragazzi sotto i 30 anni.

D’altra parte, le dichiarazioni del Segretario Generale dell’ONU, Ban Ki Moon, non lasciano adito a dubbi, ha esplicitamente affermato che l’Europa ha bisogno di migranti per sostituire la forza lavoro che sta invecchiando e non si rinnova, vista la scarsa natalità nei paesi dell’Unione. Nel suo recente discorso a Dublino ha ribadito: “L’Europa deve riconoscere il suo deficit nella forza lavoro. Bassa crescita demografica e una transizione demografica ad un continente di vecchi. Se vuole mantenere il suo dinamismo, l’Europa ha bisogno di migranti”.

Secondo un rapporto delle Nazioni Unite a New York, diffuso già nel gennaio 2000, intitolato: «Replacement Migration: is it a solution to declining and ageing populations?» (“Migrazioni di ricambio: una soluzione per le popolazioni in declino e invecchiamento?”) l’Europa avrebbe bisogno di 159 milioni di immigrati  «affinché mantenga 728 milioni di residenti nel 2050».

Quindi, è lecito pensare che esista un piano studiato a tavolino e che l’improvvisa ondata migratoria che sta assalendo coste e frontiere europee non sia del tutto casuale.

Anche il ministro tedesco delle finanze, Wolfgang Schaeuble, sostiene che la Germania – e di conseguenza l’intera Europa – ha bisogno di più migranti. Ma vediamo quali sono le sue argomentazioni a sostegno di questa teoria. Schaeuble ha detto: “Just as we used millions of refugees and expellees after World War Two to rebuild, so we need immigration today.” (trad. Così come abbiamo usato milioni di rifugiati e di profughi dopo la Seconda Guerra Mondiale per la ricostruzione, abbiamo bisogno di immigrati oggi).

E’ evidente che questo concetto non ha nulla di altruista o generoso. In pratica, la Germania (e l’Europa) vuole sfruttare la disperazione di queste popolazioni per procurarsi mano d’opera a basso costo. Dovremmo elogiare un politico capace di una tale sincerità.

Un recente articolo di Bloomberg – notariamente porta-voce dei potenti della terra – affermava con altrettanto candore: “People who have the drive and street smarts to travel halfway around the world, with little money and small children in their arms, are going to grab every chance they are given to improve their lot. Countries that lag in productivity should welcome the increased competition in their labor markets, even if that makes some locals unhappy.” (trad. “Persone che hanno la volontà e la scaltrezza per affrontare simili viaggi in condizioni precarie, con pochi soldi in tasca e bambini piccoli in braccio, saranno disposti ad afferrare ogni opportunità per migliorare la loro condizione. I paesi con scarsa produttività dovrebbero essere contenti di questo aumento della competizione sul mercato del lavoro, anche se alle popolazioni locali non fa piacere.”)

Il Corriere della Sera da prova della stessa sincerità (e aggiungerei crudezza) in un articolo intitolato “Migrazioni di massa fino al 2050. Il fenomeno che cambierà l’Europa” in cui si legge testualmente: “Le migrazioni fanno da sempre parte della storia dell’umanità. Un fenomeno oggi amplificato e reso inevitabile dalle crisi umanitarie in corso; dai cambiamenti climatici; dalla scarsità di candidati a svolgere lavori sottopagati nei Paesi più ricchi malgrado la crisi socio-economica; dal deficit demografico che oppone, a un Nord che non cresce e che nei prossimi dieci anni vedrà un sensibile calo della forza lavoro, un Sud abitato da popolazioni giovani e senza occupazione.”

Il concetto è chiaro, scarsità di candidati a svolgere lavori sottopagati nei Paesi più ricchi malgrado la crisi socio-economica, in pratica abbiamo bisogno di migranti perché i lavoratori europei, benché impoveriti dalla crisi (forse anch’essa voluta e pianificata) sono ancora troppo viziati e sindacalizzati per svolgere lavori “sottopagati”. Sottopagati! Un termine che mette i brividi e implica che ciò che vogliono in realtà sono dei novelli schiavi.

Ma  Herr Schaeuble, Bloomberg e gli altri sono abbastanza onesti da riconoscere che la concorrenza degli immigrati comporterà anche la diminuzione degli stipendi dei lavoratori tedeschi ed europei?

Herr Schaeuble, Bloomberg e gli altri hanno il coraggio di ammettere che il vero intento è quello di portare gradualmente gli stipendi di tutti i lavoratori a livelli da Terzo Mondo?

La gente comune sembra comprendere ciò che economisti e politici fingono di ignorare: l’immigrazione incontrollata non aumenta il reddito pro-capite, non rende i cittadini più benestanti. In realtà, li impoverisce perché i profitti del lavoro sotto-retribuito è privato e va a beneficio degli imprenditori, mentre i costi dell’accoglienza sono sociali e pesano sui contribuenti.

L’OCSE ha già lanciato l’allarme, l’ineguaglianza sociale sta aumentando vertiginosamente nelle nazioni  più ricche ed in particolare nel Nord Europa, in paesi come la Germania e la Svezia dove il coefficiente tra poveri e ricchi è passato da 0,21 a 5,8 in pochi anni.

Per quanto riguarda la teoria secondo cui si possono risolvere i problemi demografici dell’Europa con l’introduzione di migliaia di immigrati, lo stesso Capo della sezione Stime e Proiezioni delle Popolazioni dell’ONU, Gerhard Heilig, l’ha definita un’idea demenziale e assurda.

La Germania, per esempio, nei prossimi 90 anni dovrebbe accrescere la popolazione dagli attuali 82 milioni a 490 milioni per mantenere costante il tasso giovani-anziani, introducendo quindi 261 milioni di migranti. E’ evidente che ciò comporterebbe una insostenibile pressione sociale e culturale.

Nessuno può ovviamente biasimare i migranti, loro vogliono migliorare le loro condizioni di vita come chiunque di noi. Quelli che lasciano il proprio paese spinti dalla speranza e dalla volontà di costruirsi un futuro sono persone coraggiose e determinate, che rischiano e pagano a volte con la morte le conseguenze della loro scelta. Questi giovani vengono adescati e allettati dalla prospettiva di un lavoro e di guadagni, mentre sono destinati ad essere vergognosamente sfruttati da organizzazioni criminali, alla stregua delle ragazze che finiscono nel racket della prostituzione. Una volta, i trafficanti di essere umani rapivano e deportavano le loro vittime, oggi usano metodi più subdoli ma altrettanto spietati.

Gli unici da biasimare sono i politici irresponsabili che hanno ideato un piano demenziale il quale, dopo aver devastato l’Africa e il Medio Oriente, finirà col distruggere anche l’Europa.

O forse è proprio questo il piano…

Patrizia Ciava

Fonti:

http://www.un.org/esa/population/publications/migration/migration.htm

http://www.ilgiornale.it/news/mondo/ban-ki-moon-leuropa-invecchia-ha-bisogno-migranti-1133341.html

http://www.thecommentator.com/article/5494/the_immigrant_economy_and_the_end_of_europe

http://www.corriere.it/esteri/15_agosto_29/migrazioni-massa-europa-dossier-895d5436-4e4f-11e5-a97c-e6365b575f76.shtml

http://www.bloombergview.com/articles/2015-09-03/europe-doesn-t-have-enough-immigrants

http://www.voxeurop.eu/en/content/news-brief/3776261-inequality-growing-fastest-sweden

http://inequalitywatch.eu/spip.php?article58&lang=fr

 

La foto in evidenza rappresenta il “popolo delle gabbie” di Hong Kong: si tratta di lavoratori, non di profughi o di disoccupati, i quali pur lavorando 10-12 ore al giorno comprese le domeniche, con il loro magro salario non posso permettersi l’affitto di una stanza quindi hanno un posto letto in una gabbia che possono chiudere a chiave per custodire i loro averi. E’ questo il tipo di società che vogliono creare in Europa?

http://cagehouse.blog.com/

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