LA PAURA D’AMARE

PAURA DELL’INTIMITA’ AFFETTIVA: PHILOFOBIA (paura d’amare)

“Un amore, qualunque amore, ci rivela nella nostra nudità, miseria, inermità”. E’ una frase celebre di Cesare Pavese. Ed è proprio questo senso di nudità che per alcuni è difficile da accettare e li porta a ritirarsi in se stessi, dando avvio ad un processo comportamentale che gli esperti chiamano philofobia, ovvero “paura d’amare”. La philofobia è una particolare forma di fobia basata sulla paura che l’ondata di emozioni che accompagnano l’innamoramento possano farci perdere il controllo. Proprio per questo l’identikit di chi soffre di questo problema è un individuo che vuole mantenere il controllo non solo sull’ambiente che lo circonda, ma anche sui propri comportamenti e sulle proprie emozioni.

La possibilità di perdere il controllo della situazione è un’eventualità estremamente difficile da accettare per chi soffre di questa forma di fobia. Per questo motivo anche di fronte al desiderio di amare ed essere amati a vincere è la paura di diventare vulnerabili, che ha la meglio su qualunque vantaggio possa derivare dall’avere una relazione sentimentale. 

Possono addirittura comparire veri e propri malesseri fisici e psicologici, simili ad attacchi di panico con vertigini, palpitazioni, mancanza d’aria, nausea, sudorazioni, tremori e pianti,  rapidi cambiamenti d’umore ed una intensa ed irrefrenabile voglia di scappare dal potenziale partner.

[Philophobia symptoms can range from nervousness or restlessness in the presence of the opposite sex, to feelings of absolute dread at the prospect of meeting someone. In its most extreme cases, philophobia can cause full-blown panic attacks: sweating, irregular heartbeat, shortness of breath, nausea and an intense need to escape from the presence of the potential lover.]


Per molte persone è più sicuro restare soli o separarsi o quanto meno avere legami privi di coinvolgimento emotivo, sentimentale e spirituale, anziché lasciarsi travolgere dall’amore, dall’intimità, dalle profondità. Sebbene quando non si ama non si riesca a soddisfare bisogni e desideri, per queste persone non amare li fa sentire più forti: hanno tutto sotto controllo, non hanno bisogno di nessuno, sono indipendenti. Preferiscono evitare i rischi degli inevitabili momenti difficili, le crisi, i momenti di vulnerabilità e le possibili ferite che l’intimità porta con sé. Per non sentire dolore evitano anche l’amore. Non vogliono lasciarsi intrappolare in relazioni che potrebbero non funzionare, non vogliono mettere a nudo il loro mondo interno, esternare emozioni e sentimenti e rischiare un possibile fallimento. Hanno forti sensazioni di imbarazzo ad iniziare nuove storie. Se non si legano, almeno sanno cosa aspettarsi: il nulla. Negandosi un rapporto intimo, si proteggono dalla possibile angoscia di manifestare emozioni e sentimenti.
L’esperienza dell’intimità spesso provoca un senso di perdita del controllo, infatti la comune-unione fa perdere il senso del confine rigido; in questo modo emergono anche le profonde insicurezze della propria e altrui identità, ma questo è benefico, l’amore ripaga del disagio. Chi ha paura dell’intimità vuole evitare questa esperienza di coinvolgimento emotivo, per paura di essere scoperto nella propria vulnerabilità.

L’amore “pretende” accettazione di sé e del partner, fiducia-fede, coinvolgimento, spontaneità, vulnerabilità. L’intimità porta calore, piacere e gioia, ma richiede anche di essere pronti ad accettare un eventuale rifiuto o una possibile sofferenza o di essere feriti. Rischi che chi soffre di philofobia non può correre. Costui rifugge dall’intimità proprio per evitare questi rischi. A causa di ciò tiene lontano il partner e spesso lo ferisce, utilizzando meccanismi di difesa contorti pur di evitare il confronto profondo. Soffoca il bisogno di intimità sottolineando tutti i difetti del partner e lo allontana per non essere allontanato (la miglior difesa è la fuga…). 

Alcuni rimangono fermi in un rapporto sterile, paralizzati dalla paura, sentimentalmente anestetizzati, incapaci di concedersi  all’altro ma anche di andarsene. Altri, letteralmente o simbolicamente, fuggono, si ritraggono fisicamente ed emotivamente da situazioni che implicano vulnerabilità e fragilità. E’ come se avessero a portata di mano un paio di scarpe da corsa, pronti per fuggire.

Ma come è possibile risolvere e superare la philofobia?

Innanzitutto è importante non chiudersi in se stessi fuggendo da una nuova opportunità d’amare, perché un comportamento del genere non fa altro che aumentare lo stato d’ansia ed innescare una reazione a catena di paure che si rincorrono rafforzando ancora di più la paura d’amare. Secondo gli esperti quando si affronta una nuova relazione non si devono guardare solo i possibili aspetti negativi che la relazione stessa potrebbe portare se dovesse arrivare allo sfascio. Ne tanto meno paragonare la nuova relazione a quelle passate. E’ inoltre importante non nascondere le proprie paure, ma parlarne con il proprio partner, così da instaurare quel clima di fiducia necessario affinché la relazione possa andare avanti con serenità.

L’anestesia dei sentimenti dovuta alla paura dell’intimità, di fatto, impedisce di dare e ricevere amore di cui si ha un estremo bisogno. La paura è incompatibile con l’intimità, quindi più l’affrontiamo, la trasformiamo e la risolviamo, più possiamo essere intimi.
Condividere l’intimità significa essere disposti a  presentare tutti gli aspetti della propria personalità, non solo le parti piacevoli, confortevoli e rassicuranti, ma anche quelle conflittuali, i lati oscuri, le ferite. Nella comunicazione intima noi mettiamo in mostra tutte le nostre idee, desideri, talenti e credenze. In questo clima di tenerezza e gentilezza anche il partner è indotto a mostrare se stesso. In questo modo impariamo ad approfondire reciprocamente l’amore, apprezzando il positivo che è presente in tutti e trasformando o accettando i nodi, i traumi e i conflitti che ciascuno possiede. Le paure possono essere trasformate in fiducia nell’altro, ci si può rilassare, le difese possono essere abbassate, le persone possono essere accettate così come sono. Le “scarpe da corsa” possono essere appese al chiodo.


http://philophobia.info/what-is-philophobia/

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