COMUNICAZIONE E POLITICA: IL METODO SALVINI

«L’obiettivo della politica non è fare cose giuste, ma vincere e avere consenso. E dal punto di vista dell’efficacia dei suoi fini, Salvini non ne sta sbagliando una» dice Angelo Baiocchi docente di Marketing per la pubblica amministrazione all’Università La Sapienza di Roma e autore di “Comunicazione e politica. Guida moderna per cittadini sbandati e politici allo sbando” (Edizioni Ponte Sisto).

Baiocchi, dalla nave Aquarius al censimento dei rom, Salvini ha monopolizzato la comunicazione dei primi 15 giorni di governo. Qual è il suo segreto?

«Salvini interpreta in maniera perfetta le paure degli italiani sulla sicurezza. Usa lo stesso linguaggio quotidiano delle persone fuori e dentro i social network e ha assunto l’atteggiamento di eroe che resiste contro l’ondata dei migranti. Qualsiasi critica in arrivo dall’estero lo rafforza. E poi si è scelto un ministero dove può fare riforme a costo a zero e ottenere facilmente consenso».

Secondo il Pd, Salvini non sta facendo nulla di diverso rispetto al suo predecessore Marco Minniti

«Minniti ha fatto più o meno le stesse cose, ma in maniera più fredda e calcolata. Non è mai andato in tv a dire: “Mandiamo i migranti a casa loro” o “Prima gli italiani”. Salvini ha aggiunto il gesto plateale e i messaggi semplici e diretti. In questo momento la maggioranza degli italiani vuol sentire parlare questo linguaggio, che sente come proprio, e Salvini è in piena sintonia con gran parte dell’opinione pubblica. Minniti non è mai riuscito a capitalizzare quanto fatto nei suoi anni al Viminale. In questa epoca della comunicazione non contano tanto i risultati, ma mostrarsi empatico con l’opinione della gente».

Luigi Di Maio è sembrato più defilato in questi giorni, perché?

«È meno forte mediaticamente. Salvini ha una personalità più dirompente, ha degli obiettivi precisi e semplici che racconta giorno per giorno, ora per ora. Di Maio è più giovane, ha meno esperienza e soprattutto non è il capo assoluto del suo partito. Sopra di lui ci sono Beppe Grillo e Davide Casaleggio. Il Movimento Cinque Stelle è più collegiale, Di Maio deve tener conto delle componenti interne più a sinistra che non vedono bene l’azione di Salvini. Il M5S è nato come movimento anti sistema ed è normale che non sia subito a suo agio al governo del Paese, deve cambiare la comunicazione In campagna elettorale il linguaggio era diretto, apodittico. Ora invece è diventato più oscillante e ambiguo perché è timoroso di non riuscire a fare quanto promesso, ma si adeguerà».

La Lega è aumentata fino al 29% nei sondaggi, dopo i primi giorni di Salvini al Governo, agli italiani piace il pugno duro sui migranti?

«Eccome. In politica il decisionismo – o come lo chiama qualcuno il “cattivismo” – nelle giuste dosi piace. Agli italiani non frega nulla dei migranti morti in mare, ormai la ripetizione mediatica delle tragedie ci ha assuefatto. Ma i politici devono fare attenzione a non superare un limite per cui a un certo punto l’opinione pubblica potrebbe reagire male alla troppa intransigenza. Come sta succedendo a Trump negli Stati Uniti per la questione dei bambini nelle gabbie separati dai genitori al confine con il Messico».

Potrebbe succedere a Salvini con il censimento dei rom?

«No,anzi. L’annuncio del censimento dei rom è una mossa vincente, comunicativamente parlando Salvini ha scelto un’etnia molto odiata nel Paese. C’è una specie di aggressività di massa verso di loro. A differenza dei “neri” che non sono percepiti come criminali, a meno di situazioni di grave disagio sociale. Contro i rom invece la gente ce l’ha da sempre. In questo il ministro dell’Interno ha dimostrato di muoversi egregiamente nel cattivismo di successo».

Neanche lo spettro del fascismo, evocato da molti a sinistra contro Salvini potrebbe far cambiare idea agli italiani?

«Macché, agli italiani del possibile ritorno del fascismo frega zero. Quelli che hanno proposto di schedare i fascisti al posto dei rom non hanno capito che con gli italiani non attacca. A forza di gridare “al lupo al lupo” per ogni cosa fatta dalla destra, la parola fascismo ha perso credibilità. L’idea di una rivolta antifascista è un marchiano errori di comunicazione. E non c’entra giusto o sbagliato, ma quello che pensa al momento l’opinione pubblica».

Dal punto di vista della comunicazione, il Movimento Cinque stelle come sta gestendo la questione dello stadio della Roma?

« Il movimento Cinque stelle ha sempre professato onestà e questo rischia di essere un boomerang. Al tempo stesso l’opinione pubblica è ormai assuefatta a questo copione: dopo un po’ che hai il potere scatta un’indagine nei tuoi confronti e le opposizioni ti massacrano fino a quando non ti dimetti. Ormai è un rito radicato nel nostro immaginario comune. Devo dire che la vicenda dello stadio non l’ho capita nemmeno io, ma l’indagine in sé appare come un copione già scritto che si ripete, e tutti si aspettano  che gli altri partiti la usino come clava politica. Ma i grillini godranno di un credito presso gli italiani per ancora molti mesi».

Cioè?

«Fin quando il M5S esprimerà i sentimenti diffusi nel Paese ci sarà ancora una luna di miele nei loro confronti. Come successe con Berlusconi che non fu intaccato politicamente dai primi processi. È lo stesso credito di cui gode ha ancora la Lega. Con gli annunci e le azioni dei primi giorni Salvini ha conquistato la pancia del Paese e la benevolenza nei suoi confronti è destinata a durare almeno per uno o due anni. E ne otterrà ancora di più quando realizzerà una legge più ampia sulla legittima difesa. Dopo la gente si aspetterà qualche risultato ma intanto sarà passato molto tempo e potrebbe passare all’incasso, magari alle europee».

Il Pd sembra aver esaurito questo credito da molto tempo. Come giudichi l’opposizione dal punto di vista della comunicazione?

«Da mesi Matteo Renzi non ne azzecca una. Ha sbagliato a gestire la comunicazione della vicenda Banca Etruria e del referendum del 4 dicembre, quando disse “se perdo, me ne vado”, come se volesse punire gli elettori. Alla fine ha logorato la sua immagine, indipendentemente da come ha governato. Un’opposizione democratica di centrosinistra deve accantonare Matteo Renzi, almeno per qualche anno. Poi potrà tornare, ma ora è inspendibile qualsiasi cosa faccia o dica».

Nessun leader in vista per l’opposizione?

«Non c’è nessuna faccia a sinistra in grado di suscitare un minimo di empatia o carisma. Un pochino forse Calenda, se avesse un approccio più prodiano, rassicurante. Quando aprono la bocca Martina e Orfini è un disastro».

Perché?

«È una questione di empatia facciale. Martina non è diretto. Fa dei ragionamenti involuti, vecchio stampo, come se volesse mostrare che fa e dice sempre cose serie. Mentre Orfini trasmette acidità».

Insomma la faccia è tutto in politica.

«No, non è tutto. È molto. Il politico deve ispirare empatia in chi lo ascolta o non può fare questo mestiere».

Per l’opposizione non c’è speranza?

«L’errore è pensare che per combattere i populisti ci sia bisogno di argomenti altrettanto populisti. Si possono proporre altre tematiche ma ormai il linguaggio e le tecniche sono consolidate e tutti i politici devono imparare a usarle nel modo giusto: pochi concetti ripetuti ossessivamente nel tempo. Come gli spot in televisione».

Facciamo un esempio concreto.

«Per esempio come ha fatto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella durante la nascita del governo gialloverde. Quando ha respinto la nomina di Paolo Savona al ministero dell’Economia ha detto: “Ho il dovere di tutelare i risparmi degli italiani”. Un messaggio chiaro, diretto, in linea con quello che prova la gente. E infatti Lega e Cinque Stelle alla fine si sono adeguate».

(La Stampa, 20 giugno 2018)

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...