L’AFFAIRE AQUARIUS: I FATTI OLTRE LE IDEOLOGIE.

Nel Mediterraneo operano una dozzina di navi di Ong che battono bandiera maltese, tedesca, francese, spagnola, olandese, e di Gibilterra. Nessuna di loro porta i migranti salvati in mare nei rispettivi paesi ma sempre e solo in Italia. Perché?

Nell’autunno 2014 fu negoziato il lancio dell’operazione Triton, la missione europea per la protezione delle frontiere marittime italiane guidata dall’agenzia Frontex, che sostituiva “Mare Nostrum”, la missione esclusivamente italiana di ricerca e soccorso che aveva operato fino alla primavera del 2014.

L’operazione Triton è finalizzata alla protezione dei confini e alla lotta al traffico dei migranti, non al salvataggio come Mare Nostrum, e prevede esplicitamente che le persone salvate vengano portate in Italia.

 

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Per quale motivo l’Italia accettò questa clausola?

Secondo le convenzioni  internazionali di Amburgo (1979) e di Montego Bay (1982) sul diritto marittimo, che regolano l’attività di SAR (search and rescue), la nave che soccorre persone in difficoltà deve portarle nel porto sicuro più vicino (nearest place of safety).

In attuazione della convenzione di Amburgo, l’autorità competente è il comando generale del Corpo delle capitanerie di porto attraverso l’IMRCC (Italian marittime residue coordination center).

Le acque SAR italiane occupano oltre 500 mila kmq, Malta ha acque SAR molto più limitate (250 mila kmq) e ha sottoscritto l’obbligo di salvataggio ma non quello di ricezione. Assenti del tutto accordi analoghi con la Tunisia. In pratica l’unica che salva e poi riceve è l’Italia. Ecco perché, una volta chiuso il corridoio balcanico grazie agli accordi con la Turchia, l’unica via di accesso dall’Africa, dal medioriente e persino dal Bangladesh verso l’Europa resta la Libia e da qui l’Italia.

I precedenti governi italiani hanno più volte ribadito che questa convenzione dovrebbe essere rivista, poiché era stata sottoscritta prima degli esodi di massa cui stiamo assistendo in questi anni.

L’Italia aveva già provato a sollevare la questione nel 2015, argomentando che “la convenzione era nata per soccorrere e non per creare corridoi umanitari in un’unica direzione”ma senza risultato; fu risposto che “non c’era necessità di interrogarsi sull’attualità delle convenzione di Amburgo”.

Nel 2016, l’ambasciatore Massari, su mandato del premier Gentiloni e del ministro Minniti, lo aveva notificato a Juncker e al commissario Avramopoulos ma senza risultato.

Nel 2017, il Presidente Mattarella disse che serviva un atto di forza, “doloroso, difficile ma necessario” per costringere l’Unione europea a rivedere la convenzione e ad applicare la distribuzione dei migranti nei vari paesi europei e individuare altri porti sicuri, ad esempio a Nizza o a Barcellona, in Croazia o in Francia.

Inoltre, in base al regolamento di Dublino, i migranti devono fare domanda di asilo nel primo paese di approdo quindi, per il diritto internazionale marittimo, essi sono approdati nello Stato di bandiera delle navi che li hanno soccorsi.

Nell’accordo Triton non era inclusa alcuna specifica deroga al trattato di Dublino quindi, l’Italia poteva opporsi alle richieste di asilo di quei migranti salvati da navi straniere e chiedere che fossero invece quei paesi ad occuparsi della loro accoglienza. Finora non lo aveva fatto per motivi di opportunità politica.

A febbraio 2018 è scaduta la missione Triton, sostituita dall’operazione Themis: la novità principale è il venire meno della clausola che obbligava di fatto qualunque imbarcazione a portare i naufraghi soccorsi in Italia. Con Themis gli interventi di salvataggio potranno trasportare i migranti in un porto greco, libico, spagnolo o proprio a Malta, l’isola che finora ha sempre limitato al massimo gli sbarchi nei suoi porti. Questo nuovo accordo consente quindi all’Italia di rifiutare l’approdo di una nave con a bordo migranti.

Visto il fallimento della via diplomatica, l’unica soluzione era quella di inchiodare l’UE alle sue responsabilità, impedendo l’approdo delle navi cariche di migranti e mantenendo unicamente l’obbligo di accogliere persone a rischio come bambini, donne incinte e persone malate.

Il Governo Renzi aveva minacciato più volte l’azione dura, simile a quella adottata da tutte le altre nazioni europee, senza mai attuarla. Il neo governo Conte, tramite il ministro Salvini, ha fatto seguire i fatti alle parole, rifiutando l’approdo della Aquarius. E’ stata offerta accoglienza alle donne incinte, ai bambini e ad eventuale persone malate, come richiesto dalle leggi dell’UE; offerta rifiutata dalla ong francese SOS méditerranée che gestisce la nave Aquarius. Due motovedette italiane scortano la nave nel suo viaggio verso la Spagna e hanno imbarcato una parte dei migranti, in modo che non si trovassero in condizioni disagiate.

Si capisce quindi la reazione aggressiva della Francia poiché, se venisse applicato rigorosamente il regolamento di Dublino, dovrebbe sobbarcarsi l’onere della prima accoglienza e smistamento dei passeggeri dell’Aquarius e di tutti quelli delle navi delle sue ong. Macron ha lasciato che fosse il suo portavoce ad esternare una ipocrita indignazione, cercando subdolamente di far leva su sentimenti di altruismo e solidarietà, invocando ragioni umanitarie per indurre il governo italiano a fare marcia indietro. Ciò che i francesi non hanno calcolato, però, è che questa tattica ha sempre funzionato con la sinistra al governo che temeva di perdere consensi nel proprio elettorato, mentre la Lega avrebbe perso consensi se avesse ceduto al ricatto. Macron ha comunque potuto uscirne indenne, non avendo pronunciato lui stesso le critiche nei confronti del governo italiano.

In Italia, anche l’opposizione di sinistra si è trovata in difficoltà, non potendo negare di aver cercato per anni di risolvere senza successo questa questione, l’unica carta che poteva giocare per non dover ammettere la sconfitta era quella di criticare perlomeno il “metodo”. In questa direzione si sono mossi sia il quotidiano Repubblica sia D’Alema il quale, con la sua ormai proverbiale mancanza di tatticismo politico, si è lanciato in una invettiva paradossale, usando toni melodrammatici che hanno fatto sorridere chiunque usi un minimo del buon senso di cui sembrano più dotati gli elettori che non gli “eletti”.

Innanzitutto, D’Alema ha cercato di risvegliare l’atavico complesso di inferiorità degli italiani nei confronti delle altre nazioni, asserendo che l’Italia avrebbe preso “sberle” dall’Europa.

“In questo momento chi ha conquistato qualcosa è Sanchez, perché di solito in Europa viene apprezzato chi risolve i problemi, non chi li crea” sentenzia d’Alema. Le  persone disponibili sono spesso sfruttate senza ricevere nemmeno un grazie e se una volta dicono no vengono additate come quelle che “creano problemi”. Accade spesso nel rapporto tra esseri umani e, purtroppo, come abbiamo potuto constatare, anche nei rapporti tra nazioni.

“Salvini -ha concluso D’Alema- ha fatto un gioco sulla pelle di povere persone, di donne, di bambini, in mezzo al mare, un gioco che appartiene ad una cultura che non è la mia.”

“Giocare sulla pelle di qualcuno” significa “mettere a repentaglio la sua incolumità”.

E’ questo il caso? La traversata verso la Spagna presenta pericoli?

I passeggeri dell’Aquarius non sono naufraghi, nel senso letterale della parola dato che il battello su cui si trovavano non era affondato; erano stati trasbordati da una “carretta del mare” sulla nave della Ong francese. Godono tutti di buona salute, come certificato dai medici di “Medecins sans frontières” che si trovano a bordo, e sono stati riforniti di viveri da parte delle autorità italiane.

La nave Aquarius è una nave da ricerca e soccorso (SAR) della organizzazione non governativa internazionale SOS Méditerranée (MSF), precedentemente appartenuta alla Guardia costiera tedesca con il nome di Meerkatze (letteralmente: Gatto di mare). Attualmente batte bandiera di Gibilterra.

La nave venne classificata come classe di rompighiaccio E2 ed utilizzata principalmente nel Mare del Nord centrale e nell’Atlantico settentrionale. Grazie alla sua progettazione, la nave è eccezionalmente idonea alla navigazione anche in condizioni di tempo avverso. Costruita nel 1977, è lunga 77 metri e larga 11. L’imbarcazione garantisce un ampio spazio sottocoperta ed è in grado di soccorrere fino a 550 persone, al massimo 750 in casi di emergenza (in questo momento sono 629 i migranti sulla nave tra cui 123 minori non accompagnati, 11 bambini e 7 donne incinte). A bordo sono presenti 32 elementi tra personale nautico e tecnico e il personale addetto al salvataggio e medico: il team di Sos Mediterranee è di 13 persone, quello di Medici senza frontiere di 8 e l’equipaggio nave di 11.

Secondo il sito di Sos Méditerranée le attività in mare dell’Aquarius costano 11 mila euro al giorno tra il noleggio della nave, la paga dell’equipaggio, il carburante e attrezzature necessarie per accogliere, nutrire e curare i rifugiati.

Si può quindi affermare che le persone che si trovano a bordo siano in pericolo di vita? Ovviamente no.

La conclusione di D’Alema, poi, è davvero paradossale: “la Spagna ha preso un’iniziativa. Sennò mi chiedo che cosa sarebbe successo”. Insomma, se nessun paese dell’Unione si fosse fatto avanti per risolvere una questione che, come abbiamo visto, è responsabilità dell’Europa TUTTA, la colpa sarebbe stata da attribuire comunque all’Italia?

Molte persone – alcune in buona fede altre per faziosità – hanno ingenuamente aderito a questa manipolazione mediatica. Tuttavia, la questione è prettamente politica e non riguarda l’accoglienza o meno dei rifugiati e dei migranti.

Nessuno dei passeggeri dell’Aquarius è malato o in pericolo di vita, come hanno certificato i medici a bordo, e non si capisce perché dovrebbero sentirsi penalizzati o umiliati se sbarcano in Spagna anziché in Italia.

Nello spirito che anima questo blog di “italiani ri-uniti” avrei auspicato una maggiore coesione da parte di tutte le forze politiche, perché se da una parte è giusto e sacrosanto offrire accoglienza e protezione a chi fugge da guerre, tirannie e miserie, proprio per assicurare loro la dignità cui ogni essere umano ha diritto, è indispensabile che questa responsabilità sia condivisa da TUTTI i paesi dell’Unione Europea.

 

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Italia pronta a chiudere porti 2017

Luca Donadel, il ventenne che ha scoperto la rotta delle navi delle Ong

 

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2 pensieri su “L’AFFAIRE AQUARIUS: I FATTI OLTRE LE IDEOLOGIE.

  1. Riporto un commento trovato in internet: “La Nave dei Profughi e la leva del pietismo.
    Nella vicenda della nave Aquarius, coloro che fanno affari sulla pelle dei poveri profughi, hanno provato con ogni mezzo di neutralizzare l’azione posta in essere dal Ministro dell’Interno Salvini.
    Il più utilizzato di questi mezzi è stato quello di tentare di far leva sul sentimento di pietà degli italiani. Non a caso, chi attaccava Salvini, lo chiamava assassino, rimarcando che sulla nave c’erano donne incinte e bambini senza genitori, cercando in questo modo, quindi, di far leva sul sentimento di pietà di ogni essere umano.
    Il pietismo assolve ad una duplice funzione.
    La prima è quella di mantenere il consenso sociale, speculando appunto sul sentimento di pietà di ognuno di noi, consenso sociale da convertire, all’abbisogna, in consenso elettorale.
    La seconda funzione è quella di mascherare il marcio che si nasconde dietro coloro i quali praticano il pietismo al fine di poter portare a compimento, senza essere scoperti, i loro loschi e squallidi affari. Non a caso, a praticare il pietismo sono persone apparentemente per bene e signorili e dotate di stima e considerazione diffusa tra la collettiva.
    Avendo io ben presente la differenza che corre tra lo spirito di carità cristiana e il pietismo inteso come leva per nascondere il marcio interiore e degli affari di coloro che strumentalizzano tragedie, nascondendosi dietro il consenso sociale, mi sono sempre mantenuta a debita distanza da tutte quelle manifestazioni, iniziative, azioni ed eventi che avessero come fine ultimo, quello di far leva sul pietismo.
    Capita spesso e volentieri di trovarci a cospetto di questo squallido fenomeno. 
    Nell’occasione evitiamo di pensare alla pancia e sforziamoci di ragionare di testa”

    E’ quello che fa Patrizia in questo articolo, come sempre molto equilibrato e coerente.

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  2. Ecco il finto buonismo di chi pretende di dare lezioni agli altri.

    INTERVISTA A EDOARDO ALBINATI
    Maschile Plurale
    2.532 visualizzazioni

    “HO SPERATO CHE SULL’AQUARIUS MORISSE UN BAMBINO” – PUR DI VEDERE LA FINE DEL GOVERNO CONTE

    Lui lo ha detto ma chissà in quanti lo hanno pensato.

    Raccapricciante!

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