IL SURREALE CASO DE IL VOLO A SANREMO

di Valeria Bosch

Forse ci vorrebbe la penna di Pirandello per riuscire a raccontare bene quanto è successo con la partecipazione de Il Volo a Sanremo. Infatti la vicenda ha tutti quei tratti paradossali e assurdi che erano tanto cari al grande maestro siciliano.

Dunque, proviamoci.

Gian, Ignazio e Piero erano aspettati a Sanremo dalla legione di loro fan ed estimatori con grande ansia. Nei mesi precedenti varie notizie si erano susseguite: chi dava per certa la loro partecipazione, chi si diceva sicuro che non sarebbero andati, ma pochi giorni prima dell’evento ecco la notizia tanto attesa, i ragazzi avrebbero partecipato al Festival nella seconda serata di programmazione, interpretando un brano da soli (la romanza Nessun dorma), e altri due con Claudio Baglioni.

E arrivano finalmente sul palco, momento tanto sospirato da noi fan, belli e sereni e, con il loro stile inconfondibile eseguono prima per l’appunto l’immortale romanza pucciniana, poi, un omaggio a Sergio Endrigo, “Canzone per te” assieme al loro ospite e, nell’ultima parte della serata, sempre col grande Claudio, quello che è uno dei suoi brani più famosi, “La vita è adesso”.

Il pubblico tributa loro un’accoglienza da stadio, già al loro apparire la sala rimbomba di applausi come con nessun altro, quando concludono il “Nessun dorma” è standing ovation, poi eseguono “Canzone per te” con un Baglioni che tiene il tono della canzone un pò più alto del consueto, loro con la consueta naturalezza lo assecondano, anche se bisogna dire che la loro interpretazione, fatta da soli, di quel brano, che su You tube ha raggiunto nientemeno che 35 milioni di visualizzazioni ed è anche contenuta nel loro cd Sanremo Grande Amore, è sicuramente di gran lunga superiore. Torneranno poi dopo la mezzanotte, in un’esibizione che resterà mitica, “La vita è adesso” eseguita questa sì in perfetta sintonia con Claudio, con uno stile che sembra quasi da jam session, con le 4 voci scatenate ma perfettamente armonizzate tra loro, come solo i grandi artisti sanno fare.

E scatta la seconda standing ovation, il pubblico in piedi tributa a Claudio e ai ragazzi quella che resterà l’ovazione più entusiastica della serata. Ma non solo il pubblico in sala, anche da casa le due apparizioni de Il Volo sono evidentemente le più attese e seguite: segneranno infatti entrambe i picchi di ascolto della serata, 14 milioni alla prima esibizione e uno share del 55% alla seconda.

Dunque, meglio di così non poteva andare, si potrebbe concludere tranquillamente. Eh no, signori, siamo in Italia, dove non si è mai sicuri di niente, dove se non ci pestiamo i piedi e non ci affossiamo agli occhi degli stranieri, criticando i nostri talenti migliori, non ci sembra neanche di essere italiani! Non è ancora finita l’esibizione dei tre giovani, che sul web si scatena un’immonda gazzarra, un vero letamaio che voglio distinguere in due nette fazioni: la prima è quella dei detrattori solitari, di coloro cioè che, come sempre ben al riparo della loro tastiera, lanciano critiche e insulti da codice penale, scagliandosi contro l’esibizione senza neppure sapere perchè, infatti non riescono mai a spiegare la loro avversione, è un odio puro e semplice e basta, odio forse contro chi ha preso la vita in maniera più seria di loro, o forse è stato anche più baciato dalla fortuna e questa è una cosa che no, proprio no, non si può perdonare! Ma di costoro non mi voglio occupare, la nullità non lascia segno!!!

E’ dell’altra fazione che mi interessa parlare, perchè è qui che ravviso nettamente il paradosso.

Mi riferisco alla categoria dei giornalisti, quelli delle grandi testate, dei quali, qualunque sia il loro giudizio sul genere di musica che fanno i ragazzi, mai e poi mai potrò capire la cattiveria, il sarcasmo, la villania con cui li trattano, invece di considerarli un vero orgoglio italiano.

Il Corrierone non li nomina mai neanche di striscio, titola a 4 colonne sulla standing ovation che ha ricevuto Pippo Baudo e….. le due del Volo? Chi le ha viste? Tenta addirittura di montare uno scandaletto, facendo un trafiletto sul fatto che la signora Endrigo (figlia di Sergio) si è arrabbiata con Il Volo perchè hanno omaggiato il padre senza invitare lei!!!! Quasi fossero diventati direttori artistici del Festival! Sarà una critica da rivolgere semmai a Baglioni! (e infatti devono essersi accorti della baggianata che hanno sparato perchè , che io abbia visto, lo hanno poi tolto).

Repubblica li insulta dicendo che a mezzanotte “come in un horror” torna Il Volo. Per non parlare de “Il Fatto Quotidiano”che per cercare di ferirli li chiama “tenoretti” e definisce il loro canto “belcantismo d’accatto”. Ma voglio finire col mio amico di vecchia data, il Monina, che su Rollingstone li definisce “vecchiminkia” e aggiunge che “li abbiamo mandati in giro per il mondo per dimostrare che raramente dall’Italia esce qualcosa di buono”. Povero Monina! Il suo accanimento me lo fa quasi diventare simpatico: ma quanto deve soffrire e rosicare, nella sua condizione di uomo brutto e maligno, a vedere che ci sono uomini invece cui la natura ha elargito tutto, una voce da sogno, la bellezza, l’eleganza e pure la simpatia!

Ecco, vedete dove sta il paradosso: abbiamo dei giovani che a poco più di vent’anni hanno un palmarès da far invidia a un sessantenne: premi, concerti, soldout, ovazioni, fama mondiale, apprezzamenti da molte personalità della musica (che forse un pò più di conoscenza della musica del Monina ce l’hanno), Quincy Jones, Barbra Streisand, Placido Domingo, Emilio Estefan, Priscilla Presley e in Italia Baglioni, Barbarossa, i Pooh, Pausini, Ramazzotti, la Maionchi, Malgioglio, Bartoletti, tutta gente di cui di tutto si può dire, ma non che non siano raffinati intenditori di musica!

Eppure la grande stampa, invece di apprezzarli come un valore aggiunto del patrimonio artistico italiano, da esportare nel mondo, o li “dimentica” o li deride o li maltratta!

Sono misteri italiani, neanche il grande Pirandello riuscì mai a spiegarli, se non in chiave ironica ed umoristica!

 

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4 pensieri su “IL SURREALE CASO DE IL VOLO A SANREMO

  1. Ringrazio per le belle parole. Questa amara storia ha dell’ incredibile, davvero. Noi, i ragazzi del Volo li abbiamo visti coi nostri occhi, bravi, belli, sicuri di sé, felici di essere su quel palco. Abbiamo sentito l’affetto e l’ammirazione del pubblico, gli applausi e le ovazioni, un’accoglienza trionfale congiuntasi idealmente con quella del pubblico a casa, altrettanto entusiasta ed affettuosa, come abbiamo saputo il giorno dopo, quando sono stati resi noti i picchi d’ascolto della serata. Ma fingiamo solo per un momento che non esistesse la televisione e che noi dell’intervento del Volo alla serata sanremese fossimo stati informati solo dalla stampa. Che idea ci saremmo fatti? un disastro, un flop totale, tre ragazzi fuori luogo, tre cantanti da strapazzo! Dunque ne avremmo un’immagine totalmente falsa ed artefatta. Una riflessione da far agghiacciare il sangue! in questo caso siamo stati testimoni coi nostri occhi dell’avvenimento e possiamo sbugiardare quei giornalisti, senza esitazioni, ma di quante situazioni non possiamo avere testimonianza diretta e siamo informati da questi signori che l’etica professionale non sanno neanche dove stia di casa? E’ chiaro come il sole che il comportamento di alcuni media è talora mosso non dal rispetto della verità, ma da livori personali,da interessi inconfessabili, da pressioni misteriose. C’è poco da stare allegri, dunque: dobbiamo imparare ad esercitare la nostra critica sempre e comunque.

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