IL VOLO A SANREMO: GIORNALISTI, CRITICI ED ESPERTI vs IL PUBBLICO

Il pubblico del Festival che ha tributato una standing ovation ai sopravvalutati cantanti de Il Volo ha dimostrato di non capire niente in fatto di musica. Per non parlare del pessimo gusto di quanti da casa hanno fatto alzare il picco degli ascolti durante la loro esibizione. Andrebbe sanzionato quello sprovveduto di Claudio Baglioni che li ha invitati come superospiti, duettando persino con loro!

Gli stranieri poi, che fanno sold out a tutti i loro concerti dimostrano una totale ignoranza in fatto di musica, così come Barbra Streisand che li ha voluti in tournée con lei, come Quincy Jones che li ha chiamati per registrare “We are the world for Haiti”, come Placido Domingo che li ha diretti nel concerto di Firenze,  come José Carreras e la vedova di Pavarotti che li hanno supportati nel progetto Tributo ai tre tenori, come Sharon Stone che si è infiammata per la loro esibizione alla sua cena di gala.

Totale incompetenza musicale dimostrata anche dai membri dei loro 4000 fan club sparsi in ogni angolo del pianeta, dai reali di Norvegia che li hanno omaggiati con una standing ovation dopo la loro esibizione alla consegna dei premi Nobel per la pace (sic!), dai membri della Commissione della Royal Albert Hall di Londra che li hanno invitati ad esibirsi lì, quando prima di loro solo 7 artisti italiani avevano avuto questo privilegio dalla sua inaugurazione nel 1871 ad oggi (a ri-sic!).

Ignoranti e sprovveduti come tutti i fan che attraversano continenti e oceani per assistere ai loro concerti in Italia, incrementando anche il turismo nel nostro paese, ignoranti e stupidi come gli spettatori americani che pagano 250 dollari a biglietto per farsi una foto con loro dopo il concerto al Radio City Music hall di New York. Insomma una moltitudine di incompetenti che fanno sold out ad ogni loro concerto in Italia, in Europa, negli Stati Uniti, in America latina, in Giappone.

Per fortuna abbiamo i nostri validi esperti e critici musicali nazionali ad arginare questa preoccupante deriva di ignoranza di massa e a dirci cosa dobbiamo apprezzare in fatto di musica!

***

Ora, a parte l’ironia, potranno anche non piacere, ma vi sembra normale l’accanimento dei media verso questi tre giovani artisti?

 

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Un pensiero su “IL VOLO A SANREMO: GIORNALISTI, CRITICI ED ESPERTI vs IL PUBBLICO

  1. Speriamo che queste considerazioni di Patrizia Ciava possano avere la massima diffusione possibile: anche attraverso “l’arte” della penna e del giornalismo serio e obiettivo passa la lotta che dobbiamo ingaggiare contro le ingiustizie perpetrate da certa stampa contro Il Volo. In particolare vorrei far notare la pregnanza del titolo , che riesce in poche parole a inquadrare la situazione e a citare tutti i protagonisti di questa amara e incredibile storia. Sì, incredibile, davvero incredibile. Noi, i ragazzi del Volo li abbiamo visti coi nostri occhi, bravi, belli, sicuri di sé, felici di essere su quel palco. Abbiamo sentito l’affetto e l’ammirazione del pubblico, gli applausi e le ovazioni, un’accoglienza trionfale congiuntasi idealmente con quella del pubblico a casa, altrettanto entusiasta ed affettuosa, come abbiamo saputo il giorno dopo, quando sono stati resi noti i picchi d’ascolto della serata. Ma fingiamo solo per un momento che non esistesse la televisione e che noi dell’intervento del Volo alla serata sanremese fossimo stati informati solo dalla stampa. Che idea ci saremmo fatti? un disastro, un flop totale, tre ragazzi fuori luogo, tre cantanti da strapazzo! Dunque ne avremmo un’immagine totalmente falsa ed artefatta. Una riflessione da far agghiacciare il sangue! in questo caso siamo stati testimoni coi nostri occhi dell’avvenimento e possiamo sbugiardare quei giornalisti, senza esitazioni, ma di quante situazioni non possiamo avere testimonianza diretta e siamo informati da questi signori che l’etica professionale non sanno neanche dove stia di casa? E’ chiaro come il sole che il comportamento di alcuni media è talora mosso non dal rispetto della verità, ma da livori personali,da interessi inconfessabili, da pressioni misteriose. C’è poco da stare allegri, dunque: dobbiamo imparare ad esercitare la nostra critica sempre e comunque.

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