Banche tedesche e la crisi

 

Bloomberg – Nei milioni di parole scritte sulla crisi del debito in Europa, la Germania è in genere presentata come l’adulto responsabile e la Grecia come il figliol prodigo. La prudente Germania, dice la storia, è riluttante a salvare la Grecia scroccona, che ha preso in prestito più di quanto poteva permettersi e ora deve subire le conseguenze.

Vi sorprenderebbe sapere che in Europa i contribuenti hanno fornito alla Germania lo stesso sostegno finanziario offerto alla Grecia? Lo suggerisce un esame dei flussi monetari Europei e dei bilanci delle banche centrali.

Cominciamo con l’osservazione che non possono esistere dei debitori irresponsabili senza finanziatori irresponsabili. Le banche Tedesche hanno incoraggiato i Greci. Grazie anche ad una regolamentazione lassista, negli anni precedenti la crisi le banche Tedesche hanno accumulato delle esposizioni rischiose verso i paesi periferici dell’Europa. Al dicembre 2009, secondo la Banca dei Regolamenti Internazionali, le banche Tedesche avevano accumulato crediti per 704 miliardi dollari verso Grecia, Irlanda, Italia, Portogallo e Spagna, molto di più rispetto al capitale complessivo delle banche Tedesche. In altre parole, hanno prestato più di quanto potessero permettersi.

Quando l’Unione Europea e la Banca Centrale Europea sono intervenute per salvare i paesi in crisi, hanno permesso alle banche Tedesche di portare i loro soldi a casa. Il risultato è che hanno salvato sia le banche che i contribuenti Tedeschi, i quali altrimenti, se i prestiti non fossero stati rimborsati, avrebbero dovuto sostenere le banche. A differenza di gran parte degli aiuti forniti alla Grecia, il sostegno alle banche Tedesche si è verificato automaticamente, in funzione della struttura dell’unione monetaria. Come  funziona Ecco come funziona.   Quando le banche Tedesche hanno ritirato i soldi dalla Grecia, le altre banche centrali nazionali dell’area dell’euro hanno collettivamente compensato il deflusso con prestiti alla banca centrale Greca. Questi prestiti apparivano sul bilancio della Bundesbank, la banca centrale della Germania, come crediti verso il resto dell’area dell’euro. Questo meccanismo, progettato per tenere in equilibrio la contabilità dell’area valutaria, ha reso più facile per le banche Tedesche uscire dalle loro esposizioni. Ora la parte più scabrosa: diversamente dai crediti delle banche private, i crediti della Bundesbank sono solo in parte responsabilità della Germania. Se la Grecia ripudia il suo debito, le perdite sarebbero condivise tra tutti i paesi dell’area dell’euro, in base alla loro partecipazione nella BCE. La partecipazione della Germania sarebbe di circa il 28 per cento. In breve, negli ultimi due anni, gran parte del rischio insito nei bilanci delle banche Tedesche è stato spostato sui contribuenti di tutta l’Unione monetaria.

E’ difficile quantificare esattamente quanto beneficio la Germania abbia tratto dal suo piano di salvataggio Europeo. Un indicatore potrebbe essere l’importo che le banche Tedesche hanno ritirato dagli altri paesi dell’area dell’euro dall’inizio della crisi. Secondo la BRI, hanno ritirato 353 miliardi dollari dal dicembre 2009 fino alla fine del 2011 (secondo gli ultimi dati disponibili). Un altro sarebbe l’aumento dei crediti della Bundesbank verso le altre banche centrali dell’area dell’euro. Che equivale a 466 miliardi di euro ($ 590 miliardi di dollari) da dicembre 2009 ad aprile 2012, anche se questi dati riflettono anche i depositanti stranieri che hanno spostato i loro soldi nelle banche Tedesche. In confronto, la Grecia ha ricevuto un totale di circa 340 miliardi di euro di prestiti ufficiali per ricapitalizzare le sue banche, rimpiazzare i capitali in fuga, ristrutturare i suoi debiti e aiutare il suo governo a sbarcare il lunario. Solo circa 15 miliardi di euro di questi prestiti vengono direttamente dalla Germania. Il resto è tutto da parte della BCE, l’Unione Europea e il Fondo Monetario Internazionale.

Il cambiamento nell’esposizione finanziaria della Germania ha importanti implicazioni sul suo ruolo di leader nella risposta Europea alla crisi. Prima che le banche Tedesche riuscissero a ritirare i loro fondi, rischiavano di perdere un sacco di soldi se la Grecia fosse uscita dall’euro. Ora eventuali perdite saranno condivise con i contribuenti di tutta l’area dell’euro – in particolare la Francia, le cui banche sono ancora molto esposte verso la Grecia. Forse questo è quello che intendono certi funzionari Tedeschi quando dicono che l’area dell’euro è più pronta ad un’uscita della Grecia. In definitiva, però, il costo di lasciar uscire la Grecia potrebbe ritorcersi sulla Germania. Se la corsa agli sportelli e le turbolenze del mercato costringessero anche Portogallo, Spagna, Italia e altri paesi a uscire dall’area dell’euro, le perdite potrebbero spazzare via gran parte del capitale delle banche Tedesche. Per non parlare del danno a lungo termine di una rottura dell’euro sulle esportazioni che guidano l’economia della Germania, e la possibile fine di un progetto Europeo volto ad evitare il ripetersi degli orrori di due guerre mondiali.

Per evitare un tale esito, con o senza la Grecia, la Germania dovrà accettare tutto ciò che ha finora rifiutato, e altro ancora. Compreso il consentire alla BCE il finanziamento dei debiti sovrani. L’area dell’euro ha anche bisogno di un meccanismo che trasferisca automaticamente il denaro verso i paesi in difficoltà, così come il sistema di pagamento che ha salvato la Germania – un elemento che gli economisti da tempo hanno indicato come cruciale per rendere l’area dell’euro un’unione monetaria praticabile. Come abbiamo sostenuto, un fondo comune per la disoccupazione potrebbe essere un primo passo verso una tale unione fiscale. Quando il Cancelliere Tedesco Angela Merkel valuterà il prossimo passo da compiere nella crisi dell’euro – che potrebbe aiutare il ritorno alla crescita o, in alternativa, mettere a rischio la sopravvivenza dell’intera unione monetaria – dovrebbe tenere a mente che il suo paese è in debito con il sistema dell’euro tanto quanto la Grecia.

Vorrei solo ricordare per onor di cronaca che le banche tedesche hanno potuto prestare soldi a mezzo mondo ben oltre il proprio capitale disponibile anche grazie alla famigerata assicurazione AIG, si quella fallita e nazionalizzata dal governo americano, alla faccia delle banche responsabili.

Ma tanto a Voi nessuno a mai raccontato queste cose in Italia. Chissà, forse un giorno il tempo farà giustizia ma noi non saremo più lì per rallegrarci!

 

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