MANIFESTAZIONI « KILL THE BILL » SCUOTONO IL REGNO UNITO

#killthebill

Forse alcuni avranno sentito parlare delle proteste in corso nel Regno Unito sotto lo slogan di« Kill the Bill ». Tuttavia credo che pochi in Italia sappiano a cosa si riferisce.

Bill infatti non è il nome di un personaggio dei fumetti, « bill » in inglese significa « disegno di legge ». Quindi « kill the bill » significa uccidi il progetto legge. Specificamente si tratta del « Police, Crime, Sentencing and Courts Bill » presentato a marzo 2021 per aumentare i poteri della polizia, mettere limiti di tempo alle proteste e pene più severe per i manifestanti che disturbano la quiete pubblica o danneggiano proprietà privata.

Secondo la normativa vigente, la polizia britannica può imporre restrizioni a una manifestazione pacifica soltanto dopo aver stabilito che possa provocare gravi disordini pubblici, danni alla proprietà o serie interruzioni della vita della comunità. Con la Police Crime, Sentencing and Courts Bill, così com’è scritta ora, le forze dell’ordine avrebbero invece il potere di criminalizzare manifestazioni che possano rappresentare “un fastidio pubblico”, fissando limiti di tempo e di rumore per i raduni. Inoltre, i manifestanti che non seguono restrizioni di cui “dovrebbero” essere a conoscenza, pur non avendo ricevuto ordini diretti da un agente, potrebbero essere sottoposti a procedimenti giudiziari.

Le contestazioni sono nate quando le forze di polizia, il 13 marzo scorso, hanno interrotto violentemente una protesta pacifica organizzata da alcuni movimenti femministi in memoria di Sarah Everard, la ragazza violentata e uccisa da un agente di polizia. La manifestazione non autorizzata contava inizialmente qualche centinaio di partecipanti, la polizia è intervenuta a disperdere la folla che si era unita alla veglia con spintoni e intimidazioni, arrivando a buttare a terra ed ammanettare alcune attiviste.

La ministra dell’Interno Priti Patel ha definito “sconvolgenti” le immagini della repressione delle forze dell’ordine, ma la polizia metropolitana ha continuato a difendere la decisione degli agenti, giustificata secondo l’alta funzionaria Helen Ball dal fatto che ci fosse “un alto rischio di trasmissione del Covid-19” e quindi questa fosse “l’unica azione responsabile possibile”. Le attiviste di Reclaim these streets, movimento nato proprio in risposta alla morte di Everard, sostengono invece che fossero i poliziotti a mettere le manifestanti a rischio di contagio e violenza.

Da allora le proteste non si sono più placate, allargandosi a criticare un controverso e lunghissimo disegno di legge attualmente in discussione presso il Parlamento britannico: il Police Crime, Sentencing and Courts Bill, ovvero 300 pagine di riforma del sistema di giustizia penale. Al loro interno non vengono soltanto introdotte pene più severe per alcuni crimini (tra cui spicca la possibilità di condannare a 10 anni di carcere chi danneggia un monumento commemorativo, come successo l’estate scorsa con la statua del mercante di schiavi Edward Colston o con quella di Winston Churchill) ma vengono anche riscritti i rapporti di forza tra polizia e manifestanti nel caso delle manifestazioni pacifiche.

Alcuni gruppi politici di opposizione ci vedono un pericolo concreto: secondo Gracie Bradley, Direttrice del gruppo di advocacy Liberty, « Parti di questo disegno di legge faciliteranno la discriminazione e mineranno la libertà di protesta, che è la linfa vitale di una sana democrazia. Dovremmo essere tutti in grado di difendere ciò in cui crediamo, ma queste proposte darebbero alla polizia ancora più poteri per reprimere la protesta ».

Il disegno di legge, in effetti, non sembra far molto per affrontare il problema della violenza di genere nel Paese: come sottolinea il New York Times, il testo spende più parole sulla deturpazione delle statue che sui crimini motivati ​​dalla misoginia. Eppure ci si trova di fronte a un fenomeno endemico: secondo un recentissimo sondaggio di UN Women, il 97% delle donne tra i 18 e i 24 anni nel Paese afferma di aver subito molestie sessuali di diversa natura, dallo stupro alla condivisione senza consenso di foto intime. Il 96% di loro, però, dice di non aver denunciato l’abuso. Secondo il 45%, “non avrebbe fatto alcuna differenza”. 

Secondo le manifestanti femministe « La morte di Sarah Everard deve essere vista nel contesto delle strutture di violenza contro le donne in questo Paese. Queste strutture includono la polizia che sabato ha brutalmente maltrattato le donne in lutto e anche i fallimenti di routine della polizia nell’indagare sui casi di stupro o il loro record di abusi domestici contro le donne », scrivono le attiviste  « Dobbiamo protestare contro queste strutture se vogliamo un vero cambiamento. I diritti che abbiamo ora – il diritto all’aborto, il diritto all’istruzione, il diritto di voto e di amare chi vogliamo – sono stati tutti conquistati con la protesta. Dobbiamo chiederci dove saremo se la nostra capacità di protestare viene tolta. E c’è ancora molto contro cui protestare. »

Lo scorso 21 marzo ESTHER McVEY, membro del Partito Conservatore nel Parlamento britannico scriveva :

«Questa è una settimana importante per la democrazia, perché il governo chiede al Parlamento di rinnovare i suoi poteri di emergenza. Ci sarà una votazione sul mantenimento dei poteri di emergenza per il governo ai sensi della legge sul Coronavirus. Per quasi un anno questo governo ha utilizzato questi poteri per approvare la legislazione. Significa che la legislazione può essere approvata rapidamente. Significa anche che il processo legislativo è notevolmente ridotto, il che significa meno controllo in Parlamento, che porta a cattive leggi. Non prevedevo fino a che punto il governo si sarebbe aggrappato a questi poteri molto tempo dopo che erano stati necessari, e come avrebbero calpestato le nostre libertà. » *

Fonti:

https://www.express.co.uk/comment/expresscomment/1412799/coronavirus-latest-emergency-powers-laws-sarah-everard-vigil

*

« THIS week is an important one for democracy, as the Government asks Parliament to renew its emergency powers. There will be a vote on the continuing of emergency powers for the Government under the Coronavirus Act. For almost a year this government has been using these powers to pass legislation. So what, you might ask. Well, it means legislation can be passed quickly. It also means the law-making process is significantly curtailed, meaning less scrutiny in Parliament, leading to bad laws being made. I didn’t foresee the extent to which the Government would cling on to these powers long after they were needed, and how they would trample over our freedoms. »  

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