EFFETTI DELL’ISOLAMENTO SULLA PSICHE E SUL CERVELLO UMANO

Nelle condizioni di vita normale, una persona interagisce con decine di persone alla volta e con diverse modalità (smartphone, computer, sistema audiovisivi, trasporti, attività lavorative, attività sportive etc.). La conseguenza immediata di questa quotidiana stimolazione sensoriale è che la sua rappresentazione dello spazio interno ed esterno diviene familiare e riesce a gestirla all’interno di schemi comportamentali universalmente e socialmente appresi.

Ma dopo mesi di isolamento, questa capacità cambia e si può persino perderla completamente. Contatti molto limitati con altri umani cosi come limitato esercizio fisico all’aria aperta hanno conseguenze dannose sulla salute generale, incluso il cervello.

Sono stati effettuati numerosi esperimenti di isolamento sociale.

Nei setting sperimentali, il volontario rinchiuso è comunque in continuo contatto con l’esterno, mantenendo un minimo di relazione sociale tramite internet, skype, ecc.

Quello che è emerso da questi studi è che, dopo l’esposizione prolungata a questa tipologia di isolamento, le persone tendono a sviluppare: una riduzione di funzionamento del sistema immunitario, una riduzione dello stato dell’umore con segni di depressione, un aumento dell’aggressività e una ipersensibilità a stimoli minacciosi.

Una delle principali conseguenze a livello psicologico è proprio lo sviluppo di sintomi depressivi con conseguente riduzione della risposta immunitaria.

Ma si modifica anche il modo in cui il cervello lavora.

Uno degli effetti importanti dovuto all’isolamento è la diminuzione della dimensione dell’ippocampo, una regione che è collegata all’apprendimento e alla memoria e delle conoscenze spaziali. Lo stress dovuto alla condizione di isolamento causa una perdita di plasticità nell’ippocampo, diminuendo anche la formazione di nuovi neuroni.

Dall’altro lato, l’attività dell’amigdala aumenta. Questo è dovuto ai sintomi di paura ed ansia che sono elevati in condizione di isolamento  Gli studi hanno dimostrato che un mese di isolamento sociale causa una diminuzione di circa il 20% del volume totale dei neuroni.

In aggiunta agli effetti causati sul cervello, l’isolamento ha anche una componente importante di deprivazione sensoriale. I volontari in isolamento potevano uscire per fare esercizio fisico solo per 1 ora al giorno, e non tutti i giorni.

La deprivazione sensoriale contribuisce all’insorgere di problemi di salute cosi come alterazioni del ritmo circadiano, l’orologio interno biologico che regola il corretto funzionamento del nostro corpo. Basti considerare che l’isolamento per reclusione è una punizione  considerata come forma di tortura, con conseguenze molto gravi per la salute neurologica di chi ne è vittima.

Team di ricercatori stanno investigando sugli effetti profondi di questa pratica e studiando la possibilità di regolarla con attività fisiche più frequenti cosi come input sensoriali per mantenere il ritmo circadiano e prevenire i cambiamenti profondi osservati nel cervello.

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI:

Cacioppo JT, Cacioppo S., (2018): “The growing problem of loneliness” in “The Lancet”;

  • Cacioppo JT, Cacioppo S, Capitanio JP & Cole SW, (2015) : “The neuroendocrinology of social isolation” in “Annual Review of Psychology”;

  • Holt-Lunstad J & Smith TB, (2016): “Loneliness and social isolation as risk factors for CVD: implications for evidence-based patient care and scientific inquiry” in “Heart”;

  • Cacioppo S, Capitanio JP & Cacioppo JT, (2015): “Toward a neurology of loneliness” in “Psychological Bulletin”;

  • Masi CM, Chen HY, Hawkley LC & Cacioppo JT, (2011): “A meta-analysis of interventions to reduce loneliness” in “Personality and Social Psychology Review”;

  • Lobel J & Akil H, (2018): “Law & Neuroscience: The Case of Solitary Confinement” in “Daedalus, Journal of the American Academy of Arts & Sciences”.

 https://www.evolutamente.it/lisolamento-sociale-trasforma-il-cervello/

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