RIVOLUZIONE PER L’ASTRONOMIA: NASCE LO SKA OBSERVATORY

 

I negoziati sono stati guidati dall’Italia, una delle prime nazioni ad aver preso parte a uno dei progetti più ambiziosi mai realizzati; la costruzione dello Square Kilometre Array Observatory (Skao), il radiotelescopio più grande al mondo.

Il 12 marzo 2019  si è tenuta a Roma,  presso il Salone dei Ministri del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, la cerimonia di firma del Trattato internazionale.

La Convenzione è stata firmata dal Ministro Marco Bussetti, in rappresentanza dell’Italia, insieme ai rappresentanti degli altri sei paesi membri del progetto: Australia, Cina, Paesi Bassi, Portogallo, Sudafrica e Regno Unito. All’evento erano presenti anche rappresentanti di India, Svezia e Nuova Zelanda, Paesi che hanno partecipato attivamente a tutte le fasi negoziali, oltre che di Canada, Francia, Corea del Sud, Malta, Spagna, Stati Uniti e Svizzera, nazioni interessate al progetto e impegnate a tracciare il percorso per una futura partecipazione allo Ska Observatory.

La firma giunge al termine di circa quattro anni di negoziati, nei quali il nostro Paese ha avuto un ruolo da protagonista, e dà il via al processo legislativo nei 7 Paesi firmatari per l’entrata in vigore dello Ska Observatory. Skao si appresta a diventare la seconda organizzazione intergovernativa dedicata all’astronomia nel mondo, dopo l’European Southern Observatory (Eso).

Con migliaia di antenne distribuite fra Sudafrica e Australia e un quartier generale nel Regno Unito, il radiotelescopio Ska (Square Kilometre Array) sarà il più grande radiotelescopio del mondo perché le sue parabole lavoreranno all’unisono, come una gigantesca antenna.

Sono sufficienti queste dimensioni per rendersi conto che l’importanza di questo progetto è pari a quella del più grande acceleratore di particelle del mondo, il Large Hadron Collider (Lhc) del Cern di Ginevra, o alla rete di antenne per le onde gravitazionali formata dall’americano Ligo e dall’europeo Virgo, o al reattore per la fusione nucleare Iter.

Con le sue antenne Ska potrà scandagliare l’universo per studiare fenomeni sui quali oggi è difficile raccogliere dati, come i lampi radio veloci, potrà ottenere la mappa di milioni di galassie, sottoporre a nuove prove la teoria della relatività e perfino andare a cercare segni di vita extraterrestre.

I dati che potrà raccogliere saranno così numerosi da essere analizzati da due super computer più veloci del mondo; secondo le stime attuali ogni giorno potrà catturare una quantità di dati pari al numero 600 seguito da 15 zeri (600 petabyte), quanto quelli che possono essere contenuti in oltre mezzo milione di computer portatili.

E’ stimato in circa 700 milioni di euro il valore dei contratti che a partire dal 2020 potranno essere assegnati alle aziende dei sette Paesi membri del progetto Ska.
Pronta a lavorare anche una squadra di oltre mille fra ingegneri e ricercatori di 20 Paesi, che negli ultimi cinque anni sono stati coinvolti nella progettazione della rete di radiotelescopi, con nuovi programmi di ricerca e iniziative educative.

«L’intesa testimonia lo spirito di collaborazione che la ricerca scientifica riesce ad innescare fra Paesi e popoli del mondo, perché la scienza parla tutte le lingue del pianeta, il suo linguaggio connette il mondo intero. Con questo Trattato stiamo dando vita a un momento destinato a segnare la nostra storia presente e futura, la storia della Scienza e della conoscenza dell’universo. Ska è l’icona del ruolo sempre più strategico che la ricerca scientifica ha assunto nella società contemporanea. La ricerca è motore di innovazione e crescita: il sapere si traduce in benessere individuale e collettivo, sia sociale che economico. Partecipare in prima linea a un progetto internazionale così esteso ed importante è una grande opportunità per la ricerca scientifica italiana, sia per il contributo che potranno dare le nostre molte eccellenze sia per la condivisione dei tanti dati che lo Ska raccoglierà e redistribuirà» ha detto il ministro Bussetti nel suo discorso di apertura.

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