NOTTE MAGICA AL TEATRO GRECO DI TAORMINA

di Melina Anastasi

Taormina, 1 giugno 2017

Dopo tanti mesi di attesa, è finalmente arrivato il 1 Giugno 2017 giorno del concerto a cui assisterò, ma non uno qualunque, quello a Taormina, nella perla della mia Sicilia: “A un uomo che dovesse passare un solo giorno in Sicilia e chiedesse: ‘Cosa bisogna vedere?’, risponderei senza esitare ‘Taormina’…. Il villaggio è sospeso su una larga montagna, come fosse rotolato dalla cima. Pur possedendo bei resti del passato ci limitiamo a traversarlo, per vedere il teatro greco e assistere al tramonto. Quello di Taormina è così superbamente posto che non può esistere nel mondo intero un altro luogo a esso assimilabile (Guy de Maupassant).”

Arrivo nella “regina dello Jonio” nel pomeriggio insieme ad un’altra pazzerella quanto me, prima del concerto dobbiamo incontrare una mia amica di Facebook e conoscere suo figlio che suona nell’orchestra che accompagna i ragazzi de Il Volo nei concerti siciliani. Taormina è come al solito gremita, chiassosa e colorata. Insieme facciamo quattro chiacchiere e qualche pettegolezzo, scattiamo delle foto, passeggiamo e con calma ci incamminiamo verso il teatro. Vicino all’ingresso salutiamo il figlio della mia amica, che è uscito apposta dal backstage. Poi lei torna indietro, il biglietto ce l’ha per un altro giorno, e noi entriamo in teatro, la scenografia anche se la conosco bene, mi colpisce sempre, non è qualcosa a cui si può restare indifferenti!

Trepidanti prendiamo posto, non è il mio primo concerto de Il Volo, ma sono sempre ansiosa proprio perché so quello che mi aspetta, tutto il teatro è in fermento, la gente si ritrova, si riconosce, si discute e si ride anche con gli sconosciuti incontrati al momento, ci si scambiano impressioni , e si ascoltano tante lingue diverse, davanti a noi per esempio c’è una coppia di giapponesi, e tanti americani. Anche questo è un prodigio de Il Volo: unisce persone di età, continenti e culture diverse!

Dopo un’attesa di palpabile tensione, allegria e aspettativa, entra l’orchestra, e qui partono gli applausi, viene eseguito il primo pezzo strumentale, “La Forza Del Destino”, mai brano fu più appropriato. E poi…. se per caso ci si fosse distratti, il boato oceanico non lascia dubbi, i tre ragazzi sono entrati in scena! Per me è come rivedere dei familiari, così li percepisco, e non credo di essere la sola.

Già alle prime note, un incantesimo scende ed avvolge il teatro, si è aperto il paradiso! Le loro voci magnifiche, sublimi, sia in assolo che in armonia, annichiliscono! Sono potenti, ma anche dolci e carezzevoli! Gianluca sempre perfetto, la sua tonalità profonda e vellutata si fa ogni giorno più struggente, è morbida ed insinuante ma all’occasione sfoggia una forza inaspettata, lui dice che l’Opera non è nelle sue corde, ma questo non gli impedisce di essere grandissimo anche nei pezzi lirici. Che dire di Piero? Lui è sempre stato il “lirico” del gruppo e si sente, la sua voce possente si è caricata di emozione oltre che di tecnica, scuote dal profondo, si rimane sbigottiti ad ascoltarlo, non potendo credere alla sua giovane età! E poi c’è Ignazio che riesce a passare in un attimo dall’espressione buffa quando scherza, a quella sofferta e appassionata quando canta, raggiunge note incredibilmente alte con voce squillante e limpida, oppure sussurra sommesso e suadente, ti commuove o ti esalta a suo piacere!

Non si può capire appieno il talento ed il valore di questi splendidi artisti se non li si è ascoltati dal vivo. Il concerto si svolge, tra assoli, duetti ed armonie celestiali, con i tre moschettieri che sembrano nati sul palco, tanto sono padroni della situazione. Scherzano, ridono, sono rilassati e contenti, si prendono in giro, parlano con il pubblico, il povero Gianluca messo in mezzo dai due mattacchioni siciliani, come se non fossero su un palcoscenico unico al mondo, mostrando oltretutto di non fare alcuno sforzo a cantare un repertorio che spaventerebbe chiunque altro! Le millenarie pietre restano attonite, Il mare, le stelle, l’Etna che rivaleggiano per magia con quella che si svolge sul palco sembrano chiedersi: ma questi tre impuniti come osano rubarci la scena? Poi incantati anche loro, ascoltano rapiti e più belli che mai cooperano al sortilegio!

Qual’è l’arcano segreto che caratterizza Il Volo? Hanno addosso una malia; le voci stupende, certo, lo studio costante, anche, la professionalità e la dedizione, ma c’è di più, qualcos’altro difficile da individuare e da definire, che si avverte ma non si può spiegare, ogni parola è riduttiva. Oltre alle corde vocali fanno vibrare l’anima, la espongono unitamente alle voci e ti investe come un vento irruente insieme alle onde sonore! Il pubblico è in visibilio ad ogni esecuzione, standing ovations ed entusiasmo a non finire, i ragazzi sono quasi imbarazzati, mitigano l’emozione con battute che strappano risate tra la commozione! Io sembro un’adolescente e mi scateno in applausi e urla impetuose, con la mia amica che mi guarda a bocca aperta, ma anche lei non è da meno.

Quando comincia l’allegra aria “Libiamo Ne Lieti Calici”, tutti realizziamo che il concerto volge al termine, le due ore sono sembrate due minuti. I ragazzi escono e gli spettatori gridano di tornare indietro, cosa che loro fanno immediatamente e, buttando all’aria i panni classici assieme al papillon, che tanto ha fatto soffrire Ignazio tutta la sera, intonano con il pubblico Grande Amore, potendo finalmente correre per il palco e dimenarsi salutando e stringendo mani! Allora faccio una cosa che non ho mai fatto per nessuno nemmeno in gioventù, vado sotto il palcoscenico e afferro la mano del primo di loro a tiro, dicendo a gran voce quanto sono bravi tutti e tre; penso di essere ammattita!!

La musica si ferma e si spengono le luci, lo spettacolo è finito, per un poco resto intontita a guardare la scena vuota, con un sottile senso di perdita, la mia amica mi tira per la manica, dobbiamo andare. E me ne vado lentamente e malvolentieri, ma il mio cuore resta li in quel teatro, dove per due ore, tre ragazzi normali, simpatici, divertenti, si sono trasformati diventando immensi, prevaricando i limiti fisici e mi hanno trasportata in un mondo alternativo, di gioia e armonia… che misterioso portento è mai questo?

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