La falsa percezione della corruzione in Italia

Se l’unica democrazia davvero compiuta è una democrazia informata, le notizie false indeboliscono la democrazia, costruiscono paradigmi culturali e creano percezioni che si riflettono nella vita di tutti i giorni.

Tra le notizie false, però, la più esemplare è quella sul calcolo del costo della corruzione in Italia. La cifra abnorme che circola da anni – sessanta miliardi di euro – viene ripetuta allo sfinimento durante comizi e talk show e a un certo punto è stata rilanciata persino dalla Commissione europea e dalla Corte dei Conti, ma è falsa. Circola dal 2004, viene da un calcolo grossolano operato sulla vaga stima della Banca mondiale per cui la corruzione incide per il 3-4 per cento del Pil mondiale e soltanto l’anno scorso, dopo averla riproposta innumerevoli volte, i giornali hanno cominciato a diffidarne. Questo però non ha frenato la sua diffusione, perché i sessanta miliardi sono ormai un pezzo della realtà parallela: la presidente della Camera l’ha citata qualche mese fa in un’occasione formale, persino il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone, l’ha menzionata maldestramente nel suo nuovo libro. Nel frattempo, la percezione della corruzione nelle istituzioni secondo gli italiani sfiora il 90 per cento (!), dice l’Ocse; e secondo i dati di Transparency International gli italiani credono che in Italia ci sia più corruzione che a Cuba o in Ruanda. Conseguenze della realtà parallela: davanti a una situazione del genere, non c’è legge anticorruzione che possa essere considerata sufficiente

La pagella di Transparency, che relega il nostro paese al 69° posto, è legata solo alla percezione della popolazione, ma è pur vero che proprio tale percezione orienta gli investimenti nel nostro paese.

Non bisogna prendere come oro colato quanto arriva da Bruxelles, anche se ha i timbri e la ceralacca. Nel caso della relazione sulla corruzione trasmessa dalla Commissione europea al Consiglio europeo e al Parlamento europeo, siamo ad un caso tragico di topica, ad un compitino che dovrebbe essere bocciato al liceo.

Usando un linguaggio più familiare al giornalismo e comprensibile ai lettori: è una solenne bufala. Questa menzogna di perfetto conio ideologico ha finito per manipolare gli strumenti di misurazione dei ricercatori, attecchendo in teste ben predisposte a trasferire l’Italia in discarica per il beneficio dei loro sponsor del Nord Europa.

Quanto il documento della Commissione sia fazioso ed evanescente sotto il profilo scientifico lo dimostra la semplice lettura di due paragrafi successivi, tra pagina 3 e pagina 4, precisamente «sondaggi sulla percezione» e «esperienze di corruzione»: dato reale in Italia pari alla metà della media europea (2% contro il 4%), dato percepito più elevato di 1/3 (42% contro 26%) della media europea. A forza di strillare che tutti i problemi stanno solo in un paese – ovviamente moralmente inferiore, corrotto nel suo dna – la gente finisce con il crederlo.

La sfiducia verso l’Italia da parte di investitori esteri nasce in questo modo. E noi abbocchiamo, con voluttà, per farci del male, convinti che questo aiuti il “partito del cuore” a vincere le elezioni. Irresponsabilmente inducendo gli italiani a vedere tutto nero, in una spirale mortifera. Nasce perché qualcuno per anni ha utilizzato ciò come strumento di lotta politica parlando male del nostro Paese in ogni dove, utilizzando anche la stampa straniera per fare vedere tutto ciò che vi era di negativo.

Nessuno dice di nascondere, magari come fanno altri, le cose che non vanno, ma forse è giunta l’ora  di smetterla di sporcare l’Italia per il gusto di far contenti chi vuole emarginarci, farci fallire e comprare le nostre imprese per un boccone di pane.

 

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Un pensiero su “La falsa percezione della corruzione in Italia

  1. Ottimo intervento, da diffondere! Con la bufala che siamo brutti, sporchi e cattivi, la nostra classe dirigente ci vuole scippare la sovranità popolare lasciando che tutti i poteri siano trasferiti ad un’entità esterna, la mitizzata Europa, un’istituzione creata dal nulla dalle élite e che, nella migliore delle ipotesi, risponde solo a se stessa. Si sta così consumando un gravissimo tradimento perpetrato a danno di noi cittadini cercando di convincerci con una disinformazione capillare e costante che non abbiamo la dignità sufficiente per meritarci l’autodeterminazione.
    Ma tutto ciò è semplicemente eversivo.

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