In Italia si tende a esagerare nella ricerca di un colpevole per ogni disgrazia; all’estero si minimizza e talvolta si nascondono le responsabilità. Una dinamica che molti italiani faticano a comprendere.
Negli ultimi giorni ho sentito spesso paragonare la tragedia di Crans-Montana a quella dell’Hotel Rigopiano. È un accostamento profondamene scorretto sul piano dei fatti e delle responsabilità, poiché la seconda è stata provocata da un evento naturale impossibile da prevedere.
Nel caso di Crans-Montana, invece, sono subito emerse gravi inadempienze rispetto a obblighi di legge, mancate verifiche, omissioni documentabili e violazioni di protocolli di sicurezza. Qui il nodo è chiaro: regole esistenti non rispettate, controlli dovuti non effettuati, responsabilità umane direttamente accertabili.
Rigopiano è un’altra storia.
La tragedia dell’Hotel Rigopiano, costata la vita a 29 persone nel gennaio 2017, resta una ferita aperta nella memoria collettiva italiana. Ma oltre al dolore, quel caso ha rivelato un meccanismo particolarmente accentuato in Italia: quello di trasformare ogni catastrofe in una caccia al colpevole.
Le accuse iniziali mosse a funzionari pubblici e gestori della struttura parlavano di mancata prevenzione del rischio valanghe, di inadeguata pianificazione dell’emergenza neve e di omissione di misure di sicurezza, individuate nella pretesa mancata evacuazione preventiva dell’hotel in presenza di una generica allerta meteo. Un’impostazione che, a una lettura razionale, solleva interrogativi evidenti.
Una valanga di quelle dimensioni non è prevedibile nel senso tecnico del termine. Non esisteva un’allerta specifica per quel versante e l’evento fu probabilmente innescato – o comunque accelerato – da una scossa sismica, fattore per definizione non controllabile. La prevenzione non può coincidere con l’onniscienza, né il diritto penale può fondarsi sull’idea che ogni evento estremo debba essere anticipato.
Anche la critica sulla gestione dell’emergenza neve va letta nel contesto reale: nevicate eccezionali, territorio vastissimo, decine di emergenze simultanee. Pretendere una risposta perfetta equivale a giudicare con il senno di poi, ignorando i limiti materiali e operativi di qualsiasi sistema di protezione civile.
Ancora più fragile appare l’idea che un’allerta meteo per neve dovesse comportare l’evacuazione preventiva di un hotel di montagna. Se questo fosse il criterio, bisognerebbe chiudere rifugi, alberghi e interi paesi alpini e appenninici a ogni forte nevicata, esponendo persone e operatori a rischi spesso maggiori di quelli che si intenderebbe prevenire.
Il punto centrale, allora, non è negare la necessità di fare chiarezza, ma riconoscere che la giustizia non può basarsi su una risposta emotiva e confondere la responsabilità penale con quella morale, rischiando di produrre processi che durano anni per concludersi con assoluzioni, lasciando dietro di sé solo ulteriore frustrazione.
In molti altri Paesi, al contrario dell’Italia, si tende ad accettare con maggiore lucidità i limiti dell’azione umana di fronte alla forza della natura, distinguendo ciò che era giuridicamente dovuto da ciò che semplicemente non era evitabile. Prevale un approccio più razionale: è successo perché poteva succedere.
Per questo, paragonare un evento naturale impossibile da prevedere o prevenire a una strage causata da incuria e da mancati adempimenti di legge non solo è improprio, ma rischia di oscurare la verità.
Questo confronto mette impietosamente a nudo un elemento culturale importante. In Italia si tende a esagerare nell’attribuzione delle responsabilità, a forzare il diritto penale fino a farne uno strumento di compensazione emotiva del dolore collettivo. Il processo diventa così sconclusionato poiché le basi giuridiche sono fragili o inesistenti.
All’estero, per contro, accade spesso l’opposto: si minimizza, si è estremamente cauti nell’individuare colpevoli, talvolta si arriva persino a proteggere o coprire responsabilità evidenti pur di non incrinare la fiducia nelle istituzioni o paralizzare l’azione amministrativa.