Da Volendam (Paesi Bassi), a Rouen (Francia) a Crans-Montana (Svizzera): nessuno sembra imparare dagli errori commessi.

La notte di Capodanno dovrebbe essere il momento dei brindisi, dei sogni che si aprono all’anno nuovo. A Volendam, invece, la notte del 2001 si trasformò in un incubo che ancora oggi brucia nella memoria di famiglie e comunità intere.

Nel caffè «De Hemel» i ragazzi cantavano, ridevano, si abbracciavano. Qualcuno accese una candela bengala: un rituale, come in tanti altri locali del mondo. Ma bastarono pochi secondi perché le fiamme attecchissero alle decorazioni infiammabili del soffitto. Il fuoco corse veloce, il fumo divenne una nube nera e soffocante. Le uscite di sicurezza? Alcune bloccate, altre difficili da raggiungere. La festa si trasformò in tragedia.

Quattordici giovani non tornarono più a casa. Altri duecento riportarono ustioni profonde, ferite del corpo e dell’anima che non si rimargineranno più.

Si promise allora che una tragedia così non si sarebbe mai più ripetuta.

E come non ricordare il Cuba Libre di Rouen, dove una candela bengala accesa su una torta di compleanno innescò un incendio che intrappolò i presenti in pochi istanti. Anche lì, il fuoco non trovò ostacoli grazie a materiali altamente infiammabili, anche lì uno scantinato con una sola via di uscita.

Lezione imparata?  No. A Crans-Montana, di nuovo lo stesso copione

Eccoci di nuovo a contare giovani vite strappate o segnate per sempre.
Ancora una candela bengala.
Ancora un locale chiuso.
Ancora carenze nelle misure di sicurezza.

Le fiamme hanno sfruttato le stesse disattenzioni, la stessa leggerezza che confonde spettacolo e rischio, atmosfera e pericolo.

In tutti questi luoghi, diversi paesi, diverse lingue, stessi errori e tornano le stesse immagini: famiglie che aspettano, città che si fermano, promesse di cambiamento.

Ma queste morti non sono imputabili al “destino”.

Bastava prudenza.
Bastava rispetto delle norme.
Bastava dire basta — una volta per tutte — a queste micidiali candele bengala nei locali chiusi, accese come se nulla fosse accaduto.

È difficile non sentire una fitta al cuore davanti a questa ripetizione di tragedie annunciate.
Difficile non chiedersi perché le lezioni scritte nel dolore vengano così spesso dimenticate.

Volendam, Crans-Montana e Rouen gridano tutte la stessa verità: la sicurezza non è un dettaglio, non è un optional, non è un intralcio al divertimento. È ciò che permette alla festa di finire con un sorriso e non con ferite che durano per sempre. Inizio moduloFine modulo

Lascia un commento