TAGLI ALLA SANITA’ PUBBLICA

Sanità pubblica, nessun taglio dal Governo Meloni: cosa dicono davvero i numeri

Negli ultimi mesi, alcune forze di opposizione hanno ripetutamente accusato il Governo Meloni di aver attuato tagli alla sanità pubblica. Tuttavia, un’analisi approfondita dei dati ufficiali rivela una realtà molto diversa.

Le accuse

Secondo esponenti della sinistra, la Nota di Aggiornamento al Documento di Economia e Finanza (NADEF) 2023 indicherebbe un calo della spesa sanitaria da 134,7 miliardi di euro nel 2023 a 132,9 miliardi nel 2024. A questo si aggiunge una riduzione del rapporto spesa sanitaria/PIL, dal 6,6% al 6,2%. Tali numeri sono stati interpretati come l’ennesima conferma di una presunta disattenzione del governo nei confronti del servizio sanitario nazionale.

La realtà: nessun taglio, ma aumento della spesa sanitaria

Tuttavia, queste cifre non rappresentano decisioni definitive di spesa, bensì si tratta di stime teoriche che non includono eventuali fondi aggiuntivi che il governo può stanziare nella legge di Bilancio.

E infatti, proprio nella legge di Bilancio 2024, l’esecutivo ha annunciato un aumento della spesa sanitaria pari a 3 miliardi di euro. Queste risorse saranno destinate principalmente al rinnovo dei contratti del personale sanitario e alla riduzione delle liste d’attesa – due delle criticità più sentite nel sistema sanitario nazionale.

Il confronto con i governi precedenti

Un confronto con i governi precedenti aiuta a chiarire ancora meglio il quadro. La NADEF 2022, redatta durante il mandato del ministro Speranza, stimava per il 2024 una spesa sanitaria pari a 128,7 miliardi di euro. La NADEF 2023, redatta dal governo attuale, stima invece una spesa di 132,9 miliardi: ben 4,2 miliardi in più rispetto alle previsioni del precedente esecutivo.

Non solo: storicamente, tra il 2010 e il 2019, i governi di ogni colore politico hanno effettuato tagli alla sanità pubblica per un totale superiore ai 37 miliardi di euro. Accuse di “definanziamento” dovrebbero quindi tenere conto di un quadro più ampio, che travalica l’attuale legislatura.

Basarsi su dati

Se è legittimo sollevare dubbi e chiedere maggiore impegno sulla sanità, è altrettanto doveroso basarsi su dati concreti. I numeri ufficiali dimostrano che non solo il Governo Meloni non ha effettuato tagli, ma ha incrementato significativamente la spesa sanitaria rispetto alle previsioni precedenti. La polemica politica, come spesso accade, sembra aver preso il sopravvento sui fatti.

La sanità italiana: un fiore all’occhiello in Europa.

Nonostante le sfide affrontate negli ultimi anni, la sanità italiana continua ad essere considerata tra le migliori in Europa. Secondo i dati più recenti del Bloomberg Health-Efficiency Index, l’Italia risulta al primo posto in Europa per efficienza del sistema sanitario nazionale, superando nazioni come Spagna, Francia e Germania. Inoltre, il report Euro Health Consumer Index conferma il SSN italiano tra i più accessibili ed efficaci, evidenziando tempi di attesa più brevi e maggiore copertura sanitaria rispetto ad altri sistemi europei.

È giusto evidenziare criticità e stimolare il dibattito politico sulla sanità, ma è altrettanto importante basarsi sui dati reali. I dati confermano che il nostro sistema sanitario nazionale rappresenta un’eccellenza europea, meritevole di ulteriore tutela e investimento.

La libertà di pensiero e l’onestà intellettuale dovrebbero sempre prevalere sulla faziosità e sulle posizioni ideologiche preconcette.

Una società disinformata o manipolata penalizza ciascuno di noi. Soltanto con un approccio consapevole possiamo costruire un confronto equilibrato e costruttivo.😉

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